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FRONDA PDL/ Il testo della lettera contro Berlusconi: "Faccia un passo indietro"

Pubblicazione:venerdì 28 ottobre 2011

Foto Ansa Foto Ansa

La lettera anti Berlusconi? Ieri se ne smentiva l'esistenza, oggi che il testo è realmente apparso, nessuno vuole ammettere che l'abbia scritta. Secondo indiscrezioni, il gruppo di ribelli del Pdl farebbe capo a una decina di onorevoli tra cui si fanno i nomi di Lamberto Dini, Giuliano Urbani, Giuseppe Saro, Paolo Amato, Antonio Del Pennino, Giacomo Santini, Raffaele Lauro, Pier Giorgio Massidda, Roberto Antonione. Sembra che oggi tutti i nomi coinvolti abbiano smentito di aver mai preso parte alla scrittura della lettera., messa giù ieri durante una cena in un ristorante romano. Non ne farebbero comunque parte i due esponenti Pdl più attivi in tempi recenti nelle critiche a Berlusconi e cioè Pisanu e Scajola. Ma di cosa parla questa lettera? Di una cosa molto semplice. Un invito al capo del governo a fare "un passo indietro", cioè le sue dimissioni e l'ingresso in maggioranza di una forza esterna, che sarebbe poi il terzo polo e cioè l'Udc, Fli e Api. La lettera comincia proprio con l'invito a Berlusconi "a fare un passo indietro" e quindi, dichiarando lealtà e sincerità sempre a Berlusconi, il dovere di denunciare il loro critico convincimento sulla situazione politica dell'attuale maggioranza che sostiene il governo. "Dobbiamo oggettivamente registrare che l'esiguità dei numeri, in particolare alla Camera, non consente a questo Governo di poter affrontare neanche l'ordinario svolgimento dei lavori parlamentari" dice la lettera. Il nodo critico sarebbe il contenuto della missiva consegnata all'Unione europea, nonché il prossimo decreto sviluppo sul quale i frondisti potrebbero far scattare il loro no al governo. Intanto Alfano smentisce dicendo che non gli risultano lettere a firma di Scajola o qualcun altro. Al momento dice che non commenta documenti "fantomatici e senza firma". Anche il ministro degli interni Maroni si dice all'oscuro di qualunque lettera. Dice di averne parlato con lo stesso Berlusconi e Alfano i quali hanno smentito di averne mai ricevuta una. Dal canto loro, Gasparri e Quagliarello si dicono invece disponibili a un possibile confronto con i "ribelli" del pdl, ma solo se si faranno riconoscere in faccia e con i nomi. Ben venga il confronto delle idee, ma bisogna metterci la faccia: "Siamo sempre stati aperti al dialogo e non abbiamo mai pensato che le pietanze di una cena fossero i piatti avvelenati di chissà quale congiura".


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