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Politica

LETTERA SCONTENTI PDL/ Veneziani: così i malpancisti preparano il dopo-Berlusconi

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Il centrodestra non è il solo a trovarsi in una condizione problematica. «Lo sfascio totale riguarda il quadro politico nel suo complesso. Non vedo un solo soggetto in crisi che non richiami la crisi strutturale ed endemica di tutto il sistema. Colpisce destra a sinistra, seppur con genesi diverse, in egual misura». Cosa ne sarà, dunque, del Pdl? «L’ipotesi più probabile – spiega – è che dopo l’uscita di Berlusconi si scomponga e si ricomponga il quadro politico. In questo scenario mi sembra difficile immaginare un Pdl che resti con le attuali forze in campo. L’opzione più ragionevole è che si regredisca da quel bipartitismo artificioso, di fatto fallito; e che si torni a quel bipolarismo costituito da alleanze in cui sussistono più forze; con tutti i rischi dell’eterogeneità che, tuttavia, sono presenti anche nei partiti monolitici». Il partito fondato da Berlusconi, a quel punto, potrebbe frantumarsi: «può darsi che la separazione venga governata. E che ci si accorga che, mancando Berlusconi, che nel bene e nel male ha svolto la funzione di elemento unificante, ci si debba dividere; magari, in una componente di destra, una liberale e una cattolica.

(Paolo Nessi

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