BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

LEGGE ELETTORALE/ D'Alimonte: così il referendum allontana Berlusconi e Casini

I promotori del referendum per cambiare la legge elettorale (Imagoeconomica) I promotori del referendum per cambiare la legge elettorale (Imagoeconomica)


Ripeto, a mio avviso, Berlusconi molto difficilmente può trovare un accordo con Casini. Perché è quest'ultimo che non vuole cedere su un punto decisivo: il premio di maggioranza.

Facendo dei ragionamenti storico-politici sembra di assistere a una serie di corsi e ricorsi. Ormai non si parla più di "transizione", per fortuna. Si parla comunque di una svolta che viene dettata da un referendun sulla legge elettorale, così come avvenne nel 1993.

Ormai parlare di transizione sarebbe veramente grottesco. Sono passati quasi vent'anni. Indubbiamente ci sono somiglianze con il periodo del passaggio dalla Prima alla Seconda repubblica. Difficile però ipotizzare lo scenario successivo a una nuova svolta.

La prima impressione è che sembra sia arrivato al capolinea il partito-persona: Berlusconi con il Pdl, Umberto Bossi con la Lega Nord.

Su questo non concordo. La Lega Nord è una cosa differente. È probabile che Berlusconi non abbia un successore, mentre Bossi lo avrà. Voglio dire che la Lega non sarà forse più un partito dell'8%, dimagrirà, ritornerà al 4% come cinque anni fa. Ma sopravviverà. Perché rappresenta un elettorato ben definito.
Diversa è la situazione del Pdl. Una volta che Berlusconi lascia è difficile immaginare chi possa tenere insieme un partito di questo tipo. A mio avviso Berlusconi non avrà un successore. In tutti i casi, per essere precisi, credo che anche quest'opposizione così divisa, subirà dei contraccolpi.
Il tutto si gioca in fin dei conti nel giro di pochi mesi. Eppure, ripeto, è tutto bloccato. Una atmosfera surreale appunto.

 

(Gianluigi Da Rold)

© Riproduzione Riservata.