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LEGGE ELETTORALE/ D'Alimonte: così il referendum allontana Berlusconi e Casini

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I promotori del referendum per cambiare la legge elettorale (Imagoeconomica)  I promotori del referendum per cambiare la legge elettorale (Imagoeconomica)

La capacità di leggere la politica, ma anche un fiuto realistico, non solo da astratto analista, riempiono le frasi pronunciate e gli scenari immaginati che Roberto D'Alimonte fa con IlSussidiario.net. Come definirebbe l'attuale situazione politica italiana dopo che è stato presentato ufficialmente il referendum sulla legge elettorale? «Possiamo cavarcela con una battuta riassuntiva del tutto: sembra una sitiuazione surreale. C'è un intreccio tra crisi politica e crisi economica, che capiremo meglio, nel suo complesso, a gennaio, quando da un lato la Corte costituzionale si pronuncerà sull'ammissibilità del referendum e dall'altro si capirà che cosa ci si dovrà attendere dalla crisi economica. In tutto questo, la stessa richiesta di referendum, fatta da un milione e duecentomila italiani, è un dato politico. Quindi sembra di essere arrivati a uno snodo, a un momento di passaggio quasi epocale. Invece è tutto bloccato. La maggioranza di Silvio Berlusconi c'è in Parlamento e resiste. La mia impressione è che il premiere non abbia alcuna intenzione di dimettersi o comunque di passare la mano».

Mi scusi, D'Alimonte, ma non c'è una trattativa in corso, tra il Pdl, per essere espliciti, e Pier Ferdinando Casini? In fondo, il Pdl a un certo punto riparla di legge elettorale, per superare il “Porcellum” e ritornare al proporzionale con un premio di maggioranza. Alcuni dicono in salsa tedesca, altri in salsa spagnola.

Credo che Casini non accetterà la riforma elettorale proposta dal Pdl. Mi spiego: Casini vuole un ritorno al proporzionale secco, con preeferenze e senza premio di maggioranza. Il Pdl concede il proporzionale, le preferenze, ma non il premio di maggioranza. Questo non lo può sacrificare, perché sarebbe anche il sigillo sulla fine di una stagione politica. In conclusione, a mio parere, la trattativa non andrà in porto.

Lo snodo vero diventa quindi Berlusconi e la storia che ha rappresentato in questo Paese?

Esattamente, il vero snodo è proprio Berlusconi, che non ha alcuna intenzione di dimettersi, come in tanti gli chiedono, anche tra i suoi. Anzi, credo che abbia le idee precise in merito.
Il Cavaliere non vuole andare al voto con il “Mattarellum”, perchè non vuole i collegi uninominali. Quindi se la Corte ammetterà il referendum, il voto potrebbe essere anticipato addirittura a quest'anno. Oppure cercherà di andare avanti fino alla scadenza della legislatura.
Naturalmente c'è la variante della crisi economica, di cui al momento non possiamo prevedere tutti  gli effetti. È per questa ragione che è difficile fare previsioni e, in una clima di grandissima incertezza, la situazione è paradossalmnete bloccata.

Ma la legge elettorale è la “regina di tutte le leggi” per i partiti. Riguarda posti, seggi, soldi. Non è possibile che alla fine si trovi un accordo?



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