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Politica

IL PALAZZO/ C’è un Blair che prova a cambiare l'Italia (e il Pd) con il Big Bang

Matteo Renzi (Foto Imagoeconomica)Matteo Renzi (Foto Imagoeconomica)

Potature anche sul fisco: «La pressione fiscale sui fattori di produzione dovrebbe essere ridotta, a scapito dei percettori di rendita. E si dovrebbe valutare anche la percorribilità di detassazioni selettive per donne e giovani. Un rinnovato patto fiscale non può non porsi il problema del riequilibrio degli strumenti di imposizione su imprese piccole e grandi, con le seconde che hanno spazi di elusione in più».

Ma chi è l’economista che spera che Renzi sia il Blair italiano? Nannicini, 37 anni, è docente alla Bocconi e ha iniziato a interessarsi di politica “folgorato” da Giuliano Amato, candidato in Toscana ai tempi del suo primo voto nel 1992. Il prof renziano ha poi fatto politica nei Ds (sull’onda del progetto Amato e della mozione Morando al congresso di Pesaro del 2001). L’obiettivo politico? Creare un partito democratico aperto e inclusivo, che abbandonasse le vecchie culture politiche di riferimento e facesse davvero i conti col liberalismo.

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COMMENTI
31/10/2011 - Se non fosse solo rivoluzione mediatica (Salvatore Ragonesi)

Spero che la novità renziana non sia o non divenga una bella e affascinante rivoluzione mediatico-pubblicitaria tutta intessuta di parvenze illusionistiche alla Leopolda e di comunicazione epidermica smaltita in tutte le salse.I sintomi del pericolo sono sempre in agguato e le adesioni subito annunciate permettono una certa diffidenza.Bisogna dire allora chiaro e forte che si vuole fondare,in quest'Italia balorda dei privilegi,dei privilegiati e dei cortigiani,il nuovo liberalismo capace di far rivivere in una buona sintesi il "meglio" della dottrina sociale di Sturzo,La Pira e Dossetti e della filosofia politica di Croce,Salvemini e Gramsci.Liberalismo,e non liberismo,come qualcuno si è affrettato a dire.Economia,e non economicismo.Protezione per tutti i nati,e non protezionismo per i soli miracolati.Potature delle rendite di posizione,del potere arrogante per diritto di nascita e della ereditarietà degli accessi ai gangli dell'amministrazione pubblica e degli apparati politici.Politica come dovere di cittadinanza,e non per ottenere il dominio.Perciò il riferimento ad una cultura politica è indispensabile.

 
31/10/2011 - stiamo freschi (alessandro giudici)

ah beh... se la soluzione per l'Italia e' un Tony Blair, stiamo freschi. Con tutti i danni che ha fatto in UK a livello socio-culturale e economico-politico solo in Italia si puo' ancora parlarne come di un esempio. Saluti da Londra.