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CAOS LEGA/ Jori: la lotta tra Maroni e il cerchio magico non finirà a Varese

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Rispetto alla volata di Maroni dal sindaco di Verona, c’è un’altra ipotesi: «può darsi che si sia recato da Tosi per conferirgli uno scudo, certo. Ma anche per invitarlo alla cautela».  Facendo un passo indietro, l’anatema, scagliato contro il sindaco di Verona fa emergere l’esasperarsi di alcune criticità: «C’è un gruppo di potere talmente preoccupato e spaventato dal dissenso interno da aver cominciato a emanare diktat contro chi è in disaccordo. E non solo contro Tosi. Capita anche nelle realtà di provincia, dove la dirigenza locale spesso impedisce a sindaci o assessori leghisti di dire la propria, se in distonia con il partito».
Tornando al congresso, Jori non è così convinto che sarà in grado di alterare radicalmente gli equilibri. «Non credo, tuttavia, che un singolo congresso provinciale possa decretare le sorti di un partito. Al limite, un potere simile ce l’ha il congresso regionale. Che, tuttavia, non si terrà a breve. Nel caso di Varese, inoltre, abbiamo a che fare, più che altro, con liturgie esteriori.  La vera battaglia si consumerà all’interno del partito».

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