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Politica

LEGITTIMO IMPEDIMENTO/ Respinta la richiesta di Berlusconi per il processo Mediaset

Resptina dal tribiunale di Milano la richiesta di legittimo impedimento del capo del governo Silvio Berlusconi per l'udienza di oggi del processo per frode Mediaset

Foto AnsaFoto Ansa

La richiesta di rinvio o di stralcio dell'udienza relativa al processo per i diritti televisivi Mediaset  che si tiene oggi e che vede coinvolto il presidente del consiglio Silvio Berlusconi con l'accusa di frode  è stata respinta. Il capo del governo aveva presentato richiesta facendo leva sul suo impegno in colloqui con il primo ministro, macedone dunque per legittimo impedimento. Gli orari dei due impegni, l'apparizione a Milano in tribunale e l'incontro con il politico macedone, si sarebbero sovrapposti impedendo a Berlusconi di recars al processo. Ma la richiesta non è stata accettata perché i giudici del tribunale di Milano l'hanno respinta: il motivo è "l'interesse prevalente" di svolgere oggi una rogatoria per un testimone da Montecarlo, rogatoria avviata già quattro anni fa. Si tratta di un collegamento audio e video con Montecarlo che non si è voluto far saltare e rivinare a chissà quando, visto che era stato richiesto da ben quattro anni e la possiiblità della tstimonianza era giunta solo oggi.  Tra le altre motivazioni dietro al respingimento della richiesta di legittimo impedimento anche i principi della Consulta, che ha affrontato la questione del legittimo impedimento della "necessità di collaborazione tra le parti" e del "contemperamento degli interessi". Nel marzo 2010 in modo analogo venne respinta un'altra richiesta di legittimo impedimento da parte di Silvio Berlusconi. Allora la Presidenza del consiglio aveva sollevato un conflitto di attribuzione per impegno conil consiglio dei ministri da parte di Silvio Berlusconi. E proprio oggi quel conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato è stato dichiarato ammissibile da parte della Consulta che è intervenuta sul caso del marzo 2010. Al momento si tratta comunque solo di un preliminare via libera perché la decisione finale verrà presa solo fra qualche mese. Di fatto, i giudici della Consulta hanno riconosciuto la regolarità e la legittimazione dei due poteri dello Stato a intervenire in giudizio. Verrebbe riconosciuto anche "la sussistenza in astratto della materia del contendere".

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