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SCENARIO/ Franchi: il referendum di Vendola e Di Pietro? Un "regalo" a Berlusconi

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Se parliamo di tempi rapidi, poche settimane, o pochi mesi, in cui dover scegliere con chi allearsi, l’Udc contratterebbe con chi fosse in grado di garantirgli un sistema elettorale in grado di farla sopravvivere. Ma la situazione è in divenire. Il centrodestra è allo sbando, il centrosinistra estremamente frastagliato e, al contempo, tra i moderati c’è fermento. Vi è un abbozzo embrionale di nuove formazioni. Da Della Valle a Confindustria, passando per Bagnasco sta accadendo qualcosa.  C’è una riclassificazione di forze diverse che potrebbero alterare gli equilibri.  L’Udc, in un futuro non troppo remoto, guarderebbe prevalentemente a questi ambienti.

 

Non si troverebbe maggiormente a suo agio con un Pdl riformato, con una nuova leadership eletta dalle primarie e, magari, senza Berlusconi?

 

Il problema è che gran parte del Pdl sarebbe felicissima di trovare una qualsivoglia soluzione perché Berlusconi si facesse da parte e perché si esprimesse una nuova classe dirigente. Tuttavia, nessuno è in grado di definire quale sia questa via d’uscita. E, del resto, il Pdl è un partito “patrimoniale”, che per sua natura non prevede una leadership contendibile. Nessuno, infine, attualmente avrebbe il potere e il consenso di contendergliela.

 

In più, la maggioranza gli sta mettendo a punto il "salvagente" del ddl sulle intercettazioni…

 

E’ tale nelle intenzioni, questo è evidente. Tuttavia, è il tipo di provvedimento che crea divisioni e fratture tali da rischiare di diventare controproducente.

 

E se Prodi si rimettesse in pista? Il suo zelo nel celebrare il risultato del referendum è apparso a molti sospetto….