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Politica

SCENARIO/ Emma Bonino: il referendum elettorale? Uno strappo alla democrazia

La vice presidente del Senato, Emma BoninoLa vice presidente del Senato, Emma Bonino


È ovvio. Sono convinta infatti che, sia nel caso il referendum non vada a buon fine sia nel caso di elezioni anticipate, si andrà a votare col Porcellum, vale a dire parlamentari nominati anziché eletti. Nel frattempo il Parlamento avrà votato il dimezzamento del numero dei parlamentari.
Il risultato sarebbe deleterio: sostituiremmo un'oligarchia allargata con un'oligarchia ristretta, costituita soltanto da deputati e senatori "fedelissimi" al capo.

I maligni dicono che i radicali si oppongono al dimezzamento dei parlamentari perché temono di sparire dal Parlamento?

Per nulla. Noi radicali da tempo propugniamo una profonda e organica riforma dell'istituto parlamentare, compresa la riduzione dei suoi membri e di tutti i privilegi, ma le attuali proposte scaturiscono unicamente dall'antiparlamentarismo che sta dilagando nel Paese, spesso sovrapponendo in modo confuso antipolitica e antipartitocrazia.
Più che "caos creativo" siamo di fronte al caos e basta.

Cosa intende dire?

Basta guardare l'attuale  balletto sui numeri: c'è chi chiede di ridurre i deputati a 250, chi a 400, chi opta per 300, chi risale a 458. Sui senatori invece c'è chi punta ai 150, chi si contiene a 200 e chi non vuole i senatori a vita.
Il punto però è un altro: non si può prescindere dalla necessità di far sì che il parlamentare torni ad essere l'eletto dal popolo e non nominato da una burocrazia partitica. Se non si parte da questo, la riduzione del numero dei parlamentari gioverebbe solo al mantenimento dei poteri della "casta". Il suo vero potere, infatti, è la gestione del meccanismo di nomina (e di controllo) delle due Camere.
Se si vuole dare un segnale immediato e forte alla gente si abolisca il finanziamento pubblico ai partiti, che oggi in maniera ipocrita si chiama rimborso elettorale.

Se davvero vuole togliere il potere di nomina dei parlamentari alle segreterie di partito perché si è dichiarata contraria all’abolizione delle liste bloccate? Preferisce l’uninominale?

Noi siamo per l'abolizione delle liste bloccate, ma allo stesso tempo siamo anche contrari al ritorno alle preferenze che tanti danni hanno provocato (dal voto di scambio, al clientelismo, fino alla compravendita di voti).