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Politica

BERLUSCONI/ Non mi dimetto. E porterò a termine la riforma della giustizia (Video)

Il premier fa sapere che non ha intenzione di fare alcun passo indietro. In un intervento inviato ai Promotori della Libertà, replica a chi gli chiede di lasciare.

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Il premier fa sapere che non ha intenzione di fare alcun passo indietro. L’opposizione glielo chiede tutti i giorni. Ma lui risponde che, invece che occuparsi della sua poltrona farebbe meglio a interessarsi ai problemi del Paese. In un intervento inviato ai Promotori della Libertà, Berlusconi replica così a chi gli chiede di lasciare, sottolineando come, nella crisi peggiore degli ultimi decenni, rimanere al governo si impone come obbligo. Una crisi nell’esecutivo, infatti, sarebbe adesso esiziale. «Non sono entrato personalmente in politica per conquistare il potere, ancor meno desidero rimanervi per mantenere un potere che tra l'altro nella realtà non esiste proprio», ha detto Berlusconi, aggiungendo che la guida dell’esecutivo è un fardello di cui si liberebbe volentieri.

Il premier, nel suo messaggio ha passato in rassegna anche molti altri temi. Ha parlato, ad esempio, dell’intenzione di realizzare il Partito Popolare Europeo in Italia. Secondo il premier, infatti, in Italia i moderati rappresentano la maggioranza dei cittadini. Sono divise e, talora, contrapposte, tuttavia, le forze politiche che dovrebbero rappresentarli.

Il premier si è inoltre detto convinto dell’impellenza di una riforma che modifichi l’assetto istituzionale. Tra i pilastri del provvedimento, vi sarebbe l’aumento dei poteri del premier, tra cui quello di chiedere le dimissioni dei ministri.

Tuttavia, la priorità assolta, al momento, sarebbe il decreto sulla crescita e sullo sviluppo, un provvedimento compensativo delle misure penalizzanti introdotte della manovra finanziaria. Berlusconi ha detto che, da giorni, non si sta occupando che di quello e che, a breve, sarà presentato al Consiglio dei ministri.

Altro punto decisivo, da realizzare entro la scadenza del suo mandato, la riforma della giustizia. Di cui, il ddl sulle intercettazioni, un «sistema barbaro» al qule occorre «mettere fine», è uno dei tasselli.

Mentre il messaggio veniva inviato ai Promotori della libertà, pare che il capo dell’Esecutivo si stesse recando in Russia, per raggiungere Vladimir Putin che, oggi, compie 59 anni e festeggerà in compagnia – così dicono – di pochi amici.