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SCENARIO/ 2. Fioroni: non servono nuovi leader

Beppe Fioroni Beppe Fioroni


Che ci troviamo davanti a una crisi di valori. Non c'è più un comune sentire. Quando l'Italia affrontò la sua ricostruzione nel Dopoguerra, univa valori e desideri. Oggi possiamo dire che prevale solo il mondo dei desideri effimeri, c'è una politica di desideri effimeri.
Dalle mie parti dicono che "la tigna comincia dal capo". Da un punto di vista politico, c'è un problema di fondo di credibilità. Ed è inutile girarci attorno: il rappresentante di questa nuova politica si chiama Silvio Berlusconi. È lui il simbolo di una crisi ecnomica, sociale, politica e morale. È lui che, alla fine, crea divisione e frammentazione nella società italiana.

È innegabile che all'interno del centrodestra ci siano divisioni rimarchevoli. È altrettanto vero però che l'opposizione non offre uno spettacolo invitante.

Guardi, ho la sensazione che nel Paese si stiano cercando nuovi leader, quando il problema è quello di ritrovare invece la politica come appartenenza, come passione per un comune sentire.
Detto questo io credo che Berlusconi rappresenti una sorta di tappo. Se salta il tappo salta tutto. A questo proposito mi viene in mente un libro di Tiziano Terzani, “L'ultimo giro di giostra”. Se Berlusconi non fa un passo indietro, non lo faranno nemmeno gi altri e si correrà verso una sorta di ultima disfida.

Ma come si può uscire da questa situazione, onorevole Fioroni?

Il problema è ritrovare coesione, mettersi in gioco, essere protagonisti per il bene comune del Paese. Io guardo al convegno di Todi, da lì arriverà una sfida significativa per i politici cattolici.

 

(Gianluigi Da Rold)

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