BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

DOPO BERLUSCONI/ Polito: così Napolitano incastra Monti

Pubblicazione:giovedì 10 novembre 2011 - Ultimo aggiornamento:giovedì 10 novembre 2011, 12.40

Mario Monti (Imagoeconomica) Mario Monti (Imagoeconomica)

«Se si analizza attentamente il comunicato del Presidente della Repubblica di ieri sera, a mercati ancora aperti, si possono notare due aspetti fondamentali. Il primo è senz'altro quello di chiarire inequivocabilmente che, dopo l'approvazione della Legge di Stabilità, il premier Silvio Berlusconi rimetterà il suo mandato e darà le dimissioni. E forse questo ha avuto anche lo scopo di alleggerire la pressione sui mercati. Il secondo aspetto, detto un po' brutalmente, è che "in panchina" ci sono personalità italiane che possono garantire credibilità al Paese in un momento così drammatico della crisi finanziaria mondiale».
Antonio Polito, editorialista del Corriere della Sera, un fiuto politico e una frequentazione del Palazzo che non ha eguali, coglie, partendo da queste due considerazioni, la strategia di Napolitano, nello stesso momento in cui viene nominato senatore a vita l'economista Mario Monti.

Polito, proviamo a guardare bene e a interpretare questa nomina del candidato "numero uno" da mesi per presiedere un "governo tecnico", un "governo di emergenza" o di "unità nazionale" che dir si voglia.  

Credo che questa nomina faccia parte proprio della strategia del Presidente della Repubblica per rassicurare i mercati e e soprattutto per garantire che è possibile, esiste concretamente, in carne e ossa un dopo-Berlusconi.

Sono possibili due interpretazioni? Ovvero, Napolitano sta facendo "scaldare sulla panchina" Monti per gettarlo, come ultima chance spendibile, nella mischia furibonda della crisi, oppure che lo premi, sapendo che non potrà onorarlo in altro modo, cioè incaricandolo di formare un governo.

A mio parere questa doppia interpretazione non ci sta. O, almeno, questa seconda parte non è corretta. Il presidente Napolitano lo ha fatto trapelare nel suo comunicato.
Questo è un messaggio anche ai partiti, per dare una sveglia definitiva a una situazione come quella che si sta vivendo. Dirò di più. Con questa mossa, Napolitano ha in un certo senso "fregato", si fa per dire, anche lo stesso Mario Monti. Come può una persona che è stata appena nominata "senatore a vita", un riconoscimento così grande, dire poi di no a una chiamata al servizio del proprio Paese? Credo che Napolitano ci pensi e ci conti. Poi le difficoltà sono sotto gli occhi di tutti.

Facciamo un elenco degli ostacoli che si incontreranno per formare un governo di unità nazionale o di emergenza?

Fare un governo del genere, in una situazione come questa, è veramente difficile. Intendiamoci bene: un governo nazionale deve essere fatto con tutte le maggiori forze del Parlamento, non con dei "pezzi" di queste forze. Mi spiego meglio. Questo governo deve tenere conto del Pdl, quindi di Berlusconi, del Pd e del Terzo Polo.
Ora, sappiamo benissimo che c'è una parte del Pdl che non ci sta, anche se un'altra parte si sta dimostrando sempre più disponbile. La stessa cosa sta accadendo nel Pd: un “pezzo” sarebbe disponibile, altri no. Se questo governo nascesse non c'è dubbio che il vero vincitore sarebbe il Terzo Polo di Pier Ferdinando Casini, che è compatto e disposto a una scelta del genere.

Ma non è semplice perché se anche Berlusconi accettasse, avrebbe alla sua destra, oltre alla Lega Nord, che non ci starà mai, un altro partito che gli morderebbe le caviglie. E la stessa cosa accadrebbe al Pd, dove già bisogna fare i conti con Di Pietro e Vendola.


  PAG. SUCC. >