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IL PALAZZO/ Monti e il nuovo "governo" Draghi-Napolitano

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Mario Draghi tra Giulio Tremonti e Silvio Berlusconi (Imagoeconomica)  Mario Draghi tra Giulio Tremonti e Silvio Berlusconi (Imagoeconomica)

Dunque ci siamo. Entro fine settimana Mario Monti dovrebbe essere incaricato da Giorgio Napolitano della formazione del nuovo governo. E non è – diciamolo subito – la fine della politica, come pure teorizza oggi un osservatore intelligente quale è il direttore del Tempo, Mario Sechi. Rappresenta semmai un’occasione di riscatto, per la politica, e ce ne accorgeremo appena questo economista (che conosce già la politica, essendo stato commissario europeo) avrà l’occasione di manifestarsi. Dalle sue parole che presto dovrà pronunziare per rivolgersi agli italiani sono certo che si manifesterà tutto lo spread che lo separa dalla politica cui avevamo fatto l’abitudine, purtroppo, quella decisa a casa del timoniere, fatta di barzellette, a volte volute e a volte involontarie.

E poi, Mario Monti da ieri non è più solo un tecnico. In un Parlamento in cui con questa legge elettorale Caligola ha diritto di fare senatore il suo cavallo, e poi magari di chiedergli di votare che Ruby è la nipote di Mubarak – a proposito di politica – Napolitano esercitando una sua prerogativa ne ha nominato anche lui uno. Cosicché indicando Monti senatore a vita ha avuto modo di anticipare ai mercati quale sarà la sua mossa e nel contempo ha dato il vantaggio a Monti stesso di entrare in Parlamento ad esplorare la situazione con qualche giorno di anticipo, prendendo le misure, e di questi tempi anche un giorno guadagnato può voler dire tanto.

La politica, d’altronde, si è spazzata via da sola in questi anni. Qui, anzi, siamo all’inversione dei ruoli. Ho ascoltato incantato Roberto Benigni esibirsi ieri a Bruxelles in una difesa accorata del nostro Paese e della sua storia davanti al Parlamento europeo, passando da San Benedetto a Giotto, da De Gasperi a Napolitano. Mentre noi tutti avevamo ascoltato nei giorni scorsi il presidente del Consiglio, nei panni di comico drammaticamente involontario, parlare di ristoranti tutti pieni, mentre il Paese è sull’orlo del collasso, ostaggio dell’inerzia del suo governo.
Qual è la politica, l’immagine del presidente del Consiglio che scende sulla scaletta dell’aereo, a Cannes, ostentatamente al fianco di Tremonti,  salvo a lamentarsi due giorni dopo che un premier non è tale se non può imporre la sua linea al ministro del Tesoro? È politica questa, o pantomima? In un momento come questo, per di più.

Sarebbe, ripeto, divertente tutto ciò (anche se preferisco Benigni) se non rappresentasse il tragico litigio di due ubriachi sul ciglio di un precipizio. Ora basta. O un governo pieno o il voto, ha avvertito Napolitano, costretto ieri a intervenire di nuovo nel pieno della bufera dei mercati per assicurare che Berlusconi si dimetterà presto e una pezza ce la metterà lui. E non si capisce che fretta possa avere mai Berlusconi di andarsi a beccare lo schiaffone in faccia delle urne, con la popolarità del governo caduta sotto i piedi. Posso sbagliarmi, ma non credo che lo farà.


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COMMENTI
14/11/2011 - ma la politica che fine ha fatto? (Marco Claudio Di Buono)

quello che è accaduto è un clamoroso fallimento della politica che si unisce ad un fallimento della finanza mondiale e non credo a un fallimento dell'economia, nel nostro paese ci sono tante realtà produttive, c'è gente che lavora, che inventa, crea. La maggioranza degli italiani non ne poteva più di un capo del governo che non guardava in faccia alla realtà, di un governo che non ha mantenuto le promesse, non c'è stata nessuna rivoluzione liberale. Non tutte le colpe forse sono di Berlusconi, siamo tutti responsabili, ognuno nel suo piccolo, altrimenti 120 miliardi di evasione, le pensioni d'invalidità fasulle ecc. ecc. chi li ha fatti? Certamente, il controllo dei poteri finanziari ci sta stretto, siamo sotto osservazione, siamo sotto attacco di una finanza impazzita, contro cui ci vorrebbero misure forti. E' un di meno di democrazia non andare a votare, ma non ci possiamo permettere mesi di campagne elettorali, dobbiamo fare presto riforme che non ci piaceranno. Spero che Monti non tartassi i soliti (lavoratori dipendenti, piccole e medie imprese, pensionati). Ma non dimentichiamo la lezione di Benigni, siamo un paese con un patrimonio naturale, culturale e storico immenso. Ripartiamo da Dante e dagli artigiani, reimpariamo a costruire, a produrre non solo idee.

 
12/11/2011 - W i commenti!!! (SILVANO MANDELLI)

Il pregio di questo articolo,che avrebbe potuto avere la firma di Rosy Bindi,consiste nei bellissimi e centrati commenti,che invito a riprendere,che ha provocato. Quante tirannie e dittature sono sorte per rimettere le cose a posto o per rispettare il principio "di evitare i disordini"! Di "uomini della provvidenza" ne abbiamo già avuti abbastanza... Nel '92 la crisi della politica aveva rischiato di rifilarci un Di Pietro! Silvano Mandelli

 
10/11/2011 - fateci votare! (Alberto Consorteria)

fateci votare, dateci le preferenze, dopo averci fatto mangiare fango per 15 anni, ora le banche vogliono nominare un altro parassita, e farci mangiare altro fango. La casta sono solo politici clientelari o i banchieri che passano carte da una scrivania all'altra senza alcun valore aggiunto? Tagli alla politica, rialzare delle barriere al libero commercio: tutti abbiamo bisogno di una casa per crescere. Una famiglia senza mura muore. Libero mercato significa affondare nel caos. Fateci votare. Dateci le preferenze: rimettiamo la politica prima, e i mercati secondi.

 
10/11/2011 - potere alla banca centrale europea (Flavia Tellatin)

E così il potere finanziario pare sia riuscito , dopo aver provocato la grave crisi internazionale e aver manovrato per peggiorare la situazione dell'Italia , a metter le mani sul nostro paese. Non prevedo nulla di buono per il futuro ,chi ci guadagnerà saranno i soliti megaimprenditori di confindustria ,cui andranno sconti sulle tasse e le alte burocrazie statali ,cui nessuno toccherà l'alto tenore di vita. Chi pagherà? Ovviamente i piccoli e piccolissimi imprenditori con i lavoratori che sono alle loro dipendenze , tanto sono abituati a lavorare da mattina a sera , a risolvere da soli i problemi . Berlusconi ha fatto quello che ha potuto e infierire su di lui mi sembra quanto meno ingeneroso , spero che nel PDL in molti passino all'opposizione di questo governo Monti che si va profilando. Almeno non facciamoci prendere in giro!!!

 
10/11/2011 - default (maria schepis)

Trovo efficace la definizione di Luigi Residori:"default della democrazia",questo é quello che brucia di più.Berlusconi ha sbagliato molte cose e doveva rivedere prima le sue posizioni,ma è grave che sia stato battuto solo apparentemente in Parlamento,nei fatti da una coalizione di poteri forti che ha preso di mira l'italia.I suoi antagonisti diretti e molti,troppi italiani ,pur di mandare a casa il premier,hanno rinunciato al diritto alla sovranità popolare.Se la stessa situazione si fosse creata in Francia mai e poi mai i francesi,nazionalisti per come sono,avrebbero accettato un intervento tanto pesante dell'Europa.Non mi dispiace per Berlusconi mi addolora il metodo usato,chiniamoci alla finanza ...la democrazia può attendere.

 
10/11/2011 - E la democrazia? (Luigi Residori)

Detto tra noi, un po' di gente ai ristoranti continua ad andarci, la cassa integrazione cala (chiedete alla CGIL), la disoccupazione resta sotto il 10%, qualche negozio torna ad aprire per non parlare dei centri commerciali.... iPad e cellulari vanno a ruba... Insomma, non e che questo default e un po' virtuale? non vorrei essere troppo ottimista peró... La cosa che mi preoccupa di più è un default della democrazia...

 
10/11/2011 - ma siamo sicuri? (Andrea Sartori)

Sono piuttosto allibito che il Sussidiario si sia entusiasmato così facilmente per una soluzione che ha il sapore di un coup de scéne di un film di serie Z. Siamo sicuri di voler salutare come salvatore della patria un tecnico puro (e, mi permetto di dirlo, abbastanza scollegato dalla realtà italiana e ben più strettamente connesso ai poteri forti come BCE, FMI etc. e a tutti coloro che stanno cercando di commissariare o esautorare l'Italia)? Siamo sicuri che basti, dopo aver avuto per 10 anni dei Ministri dell'Economia tecnici (Tremonti, Siniscalco, Padoa Schioppa e poi ancora Tremonti) che non hanno saputo affrontare i nodi strutturali (funzioni e confini dello Stato e della PA, politica industriale etc.) accontentandosi del piccolo cabotaggio contabile delle manovre e manovrine ripetute? Siamo sicuri che un Paese che nel momento del maggior bisogno sospende la sovranità del popolo si renda così più credibile agli occhi dei mercati finanziari? (E poi, ma chi sono questi mercati finanziari? Come si chiamano? Dove vanno a fare la spesa? Con chi giocano a tennis? Qualcuno dovrà pur saperlo!).

 
10/11/2011 - Risposta all'articolista (Mariano Belli)

Intanto l'articolista ignora che oggi l'Argentina è un Paese in piena crescita economica e disoccupazione in calo, per cui magari si facesse in modo di andare (tramite un default controllato e parziale) di ritrovarci nella loro situazione! E poi vorrei chiedergli : ma in un Parlamento, devono sedere i rappresentanti del popolo o delle banche? Tanto vale fare le prossime elezioni nella sede della BCE, che cambierebbe? Rispermieremmo anche un bel pò di soldi per porre fine a quella buffonata chiamata elezioni. Questo di Monti è un colpo di stato, ai danni di un popolo che non è più rappresentato al governo. E' il governo della BCE e delle banche tedesche e francesi, per cui non siamo più un Paese sovrano! (Grazie a Di Pietro, l'unico a dire le cose come stanno). Elezioni immediate sarebbero l'unica cosa giusta e dirimente, ma "loro" non le vogliono, prima devono fare tutta la loro serie di schifezze ai danni di noi peones italiani, è un'occasione unica per "loro"......

 
10/11/2011 - nuovo governo (maria schepis)

La pantomima è finita e l'attore principale, il cavaliere ,é stato disarcionato.Siamo nei guai fino al collo ma non c'é solo un colpevole,peggio di Berlusconi i suoi parlamentari: molti,neofiti della politica, lo hanno assecondato,anche nelle debolezze private,pur di ottenerne favori e nomine che mai avrebbero ottenuto con una legge elettorale diversa,altri ,politicanti di mestiere, lo hanno affiancato e poi mollato.Neanche la sinistra mi pare esente da colpe, non ha fatto nulla per creare un'opposizione seria e costruttiva.Divisa al suo interno ha trovato coesione solo quando ha usato gli errori personali di Berlusconi come strumento politico per farlo cadere, con l'aiuto dell'Europa finalmente ce l'ha fatta.E ora? Napolitano e Monti sono cavalli di razza,ma gli italiani non esistono più:obbedienza all'Europa o baratro.Il baratro c'è già ma non è solo responsabilità dell'ultimo governo,la crisi è retrodatata.Nasce dalla protervia di volere stare nel sistema monetario europeo quando l'economia è ferma da decenni.Pagammo la tassa per l'Europa per poter avere accesso all'euro,siamo partiti deboli e la nostra debolezza si è accresciuta negli anni.Monti potrà tranquillizzare i mercati ma occorrono nuove menti e nuove regole.I cittadini dovranno acquisire maggiore consapevolezza nelle loro scelte e dovranno pretendere e trovare una classe dirigente onesta, preparata,moderna che proponga programmi in grado di rimettere in moto l'economia per dare un futuro certo agli italiani