BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Politica

DOPO BERLUSCONI/ Folli: Monti? Non sarà un governo tecnico

Mario Monti (Imagoeconomica)Mario Monti (Imagoeconomica)


Non c’è dubbio che non appena bisognerà affondare il bisturi nei problemi del Paese le criticità non si faranno attendere. Alla base di tutto non c’è infatti un patto politico solido, per i motivi che ho appena spiegato prima. E così, quando bisognerà fare sul serio per ammodernare l’Italia, saranno ancora più evidenti le ferite che già si intravedono nei principali partiti.

Si riferisce al travaglio che sta vivendo in queste ore il Popolo della Libertà?

Per quanto riguarda Silvio Berlusconi, sostenere l’ipotesi Monti è un atto di responsabilità obbligato, che mette però in sofferenza il suo partito. L’iniziale richiesta di elezioni anticipate, seppur con qualche riserva mentale, andrà ritirata. E al leader del Pdl toccherà il non facile compito di tenere unite le varie anime interne. In caso di frantumazione, infatti, la sua influenza politica si esaurirebbe del tutto.

E sul versante opposto?

Anche il Pd è atteso da un’importante prova di maturità. Potrebbe essere difficile, infatti, appoggiare un governo che dovrà affrontare questioni dolorose dal punto di vista sociale.
Le critiche che arriveranno da sinistra, dalla Cgil e dall’Italia dei Valori saranno molto dure e andranno messe in conto.

Umberto Bossi ha scelto senza particolari indugi la strada dell’opposizione. Si rompe l’asse tra Pdl e Lega Nord che ha segnato le ultime fasi della politica italiana e che per certi versi è stato impersonificato da Giulio Tremonti?

La scelta della Lega Nord è chiara e va in direzione contraria di quella del Popolo della Libertà.
Per quanto riguarda Tremonti si apre per lui una nuova stagione, all’insegna della riflessione sulle responsabilità che ha avuto e sugli errori commessi. L’Italia a questo punto ha l’esigenza di avere un ministro dell’Economia che faccia da raccordo tra Italia ed Europa.
In una situazione non molto diversa si trovano comunque tutte quelle personalità del centrodestra che dovranno ripensare e riorganizzare il campo del centrodestra nel dopo Berlusconi.
Il destino dei singoli andrà certamente riscritto, quello complessivo dell’area moderata, centrale in questo Paese, resta comunque più importante.
Una riflessione seria potrà comunque iniziare, fin quando sarà possibile, all’ombra del governo Monti.

(Carlo Melato)

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
11/11/2011 - Centrodestra popolare (Flavia Tellatin)

Un dopo Silvio che preveda il centrodestra come una formazione politica asservita alle varie élites(Montezemolo , Marcegaglia, Monti e vari altri..) che compongono salotti e megaimprenditoria ,e che esca cioè dalla sua originale impostazione di partito di massa, non ha futuro. O meglio lo ha solo nei sogni dei giornali che tradizionalmente rappresentano il grande capitale :tutta gente lontana dalla società civile anni luce e che non sa cosa vuol dire rischiare tutti giorni per sè, per i propri famigliari e per i propri collaboratori. Meglio elezioni subito e niente interferenze da parte dei paesi europei che poi, a ben guardare , sono messi peggio dell'Italia .