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GOVERNO MONTI/ Berlusconi: il Pdl determinante nel stabilire ministri e programma

Pubblicazione:venerdì 11 novembre 2011

Foto Ansa Foto Ansa

Farsi da parte, dimettendosi da premier, è un passo indietro più che sufficiente. Non si può chiedere altrettanto al suo partito. Né a lui di farsi da parte del tutto, scomparendo nel nulla e mettendosi l’animo in pace. Berlusconi, all’idea di non essere più protagonista della scena pubblica non intende assolutamente abituarsi. E, nel vertice notturno a Palazzo Grazioli con i vertici del Pdl ha ipotizzato l’unica linea per lui accettabile, al momento. Ovvero: sì ad un governo guidato da Mario Monti, se questo serve per raddrizzare la rotta dei mercati finanziari, e acquietarli. Del resto, lo spread coni titoli tedeschi e il rendimento dei nostri Btp aveva raggiunto un tasso talmente elevato (sopra il 7%) da rendere necessario tentare il tutto per tutto per scongiurare l’eventualità di default, sempre più nel novero della possibilità concrete. Ma nessuna ulteriore concessione. Il premier ha fatto sapere, quindi, che il Pdl dovrà avere un ruolo determinante nella formazione del prossimo governo. Del resto, al Senato può contare ancora sull’appoggio di 128 senatori, mentre alla Camera rimane pur sempre il partito di maggioranza relativa. Oltre contribuire alla formazione del governo, quindi, secondo Berlusconi il suo partito dovrà avere voce in capitolo anche nella stesura del programma. Nel quale, è uno dei suoi punti fermi, non dovrà esserci alcuna patrimoniale. Il presidente del Consiglio, infatti, ha ribadito che no potrò mai votare un provvedimento contro il quale ha lottato per 17 anni e che metterebbe in dubbio tutti i principi che negli anni in cui ha fatto politica ha sempre difeso. Altro questione fondamentale, il ruolo del Parlamento. Bisognerà capire, infatti, come Monti intende impostare il rapporto con le Camere. Che, secondo Berlusconi, non potranno essere esautorate del proprio ruolo. Altrimenti, tanto varrebbe scioglierle. Nel corso della riunione, si è discusso anche delle nomine ministeriali. Il ministro degli Esteri Franco Frattini, quello dell’Istruzione Mariastella Gelmini, quello della Giustizia Nitto Palma sarebbe in pole position per mantenere la poltrona.

 


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