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MARIO MONTI/ Esordisce in Senato. L’Aula lo saluta con un applauso (video)

Per la prima volta, probabilmente, nella sua vita, Mario Monti, premier in pectore, ha messo piede in un Aula parlamentare. Oggi, infatti, ha inaugurato la sua presenza a Palazzo Madama

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Per la prima volta, probabilmente, nella sua vita, Mario Monti, premier in pectore, ha messo piede in un Aula parlamentare. Oggi, infatti, ha inaugurato la sua presenza a Palazzo Madama, dopo che il capo dello Stato lo ha nominato senatore a vita per avere dato lustro all’eccellenza italiana nel mondo e per i suoi altissimi meriti scientifici. Una nomina che rappresenta, come hanno sottolineato in molti, la premessa per potere svolgere il suo futuro incarico di presidente del Consiglio con un minimo di serenità garantitagli dall’immunità relativa. Destinato a sostituire Berlusconi allo scopo di rassicurare i mercati, calmierare lo spread con i titoli di stato tedeschi e garantire quell’azione sistematica a continuativa sul debito pubblico, Monti è stato ricevuto da un lungo applauso. Il presidente del Senato, Renato Schifani, nel dargli il benvenuto, si è detto onorato della sua presenza. Nel frattempo, dai banchi di Palazzo Madama si è levata un’ovazione. Soprattutto da quelli dell’opposizione.

Qualche applauso c’è stato anche da parte della maggioranza, mentre i ministri presenti hanno mantenuto un maggiore distacco. Emma Bonino, dopo la presentazione di Schifani, è corsa ad abbracciare Monti. Una vecchia conoscenza, dato che i due hanno condiviso l’incarico di commissario europeo. Dopo di che, Schifani ha fatto presente che il neo Senatore a vita no si sarebbe potuto fermare per seguire i lavori dell’Aula perché obbligato a seguire tutti gli adempimenti burocratici relativi alla sua fresca nomina. Successivamente, a quanto hanno riferito fonti parlamentari, è salito al Quirinale, dove lo attendeva il capo dello Stato. Con ogni probabilità, per iniziare già da adesso a mettere a punto il piano di battaglia per quando si troverà a dover fronteggiare il Parlamento. Abituato all’insegnamento, infatti,  Monti è tutt’altro che avvezzo al funzionamento della politica reale e dovrà ben presto sapersi adattare ai meccanismi parlamentari quali la conta de numeri o le mediazioni tra opposte fazioni. Nel frattempo, Napolitano dovrebbe ricevere una telefonata dal presidente francese Nikolas Sarkozy, come lui stesso ha fatto sapere.