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DIMISSIONI BERLUSCONI/ Scilipoti: colpo di stato (video)

Domenico Scilipoti è stato protagonista oggi di un intervento show alla Camera dei Deputati in cui ha pesantemente criticato l'ipotesi di un governo Monti e ha parlato di "colpo di stato"

L'intervento di Scilipoti alla Camera (Imagoeconomica) L'intervento di Scilipoti alla Camera (Imagoeconomica)

DIMISSIONI BERLUSCONI - Domenico Scilipoti è stato protagonista oggi di un intervento show alla Camera dei Deputati durante la discussione che ha seguito l'approvazione della Legge di stabilità. Il deputato dei responsabili, balzato all'onore delle cronache dal 14 dicembre scorso, ha pesantemente criticato l'ipotesi di un governo guidato da Mario Monti, parlando di "colpo di stato" ai danni dei cittadini italiani.
"Presidente - ha iniziato Scilipoti tra i fischi dell'opposizione -, non mi pento della scelta presa il 14 dicembre. Ho impedito in quell'occasione che andasse a buon fine l'operazione che avrebbe portato al potere una persona che aveva rapinato gli italiani con i derivati e che poi si è dimostrato quello che era. Oggi quello che sta per accadere è un colpo di stato. Ha ragione il governo a dire che questo è l'ultimo Parlamento eletto dai cittadini italiani. Da domani infatti ci sarà il commissariamento e il potere andrà a un personaggio voluto dalla lobby delle banche, che non è stato voluto, ma è stato indicato per garantire quel gruppo di mercenari e delinquenti...". Dopodiché è stato interrotto dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, che ha commentato: "Scilipoti, su, il suo tempo è finito". 
Non è stata l'unico momento di tensione di una giornata intensissima. In Aula si è consumato il duello tra Cicchitto e Franceschini, l'ultimo, forse, se davvero da domani inizierà la stagione delle riforme bipartisan. A chiusura dei lavori, poi, Antonione, accusato dal Pdl di tradimento, ha chiesto a Silvio Berlusconi di scusarsi per le ingiurie ricevute in questi giorni. "Non sono un traditore - ha detto Antonione - ho detto la verità a viso aperto, dopo aver votato tutte le leggi, anche quelle più imbarazzanti, con spirito di sacrificio. Altri che la pensavano come me hanno preferito restare a tramare nell'ombra".
Nell'attesa delle dimissioni di Berlusconi che, come promesso, si svolgeranno dopo l'approvazione del Ddl stabilità, sono scese in piazza numerose persone. La folla si è assiepata davanti a Palazzo Chigi e nei pressi del Quirinale, per contestare il premier. Anche una ottantina di giovani del Popolo della Libertà è scesa in piazza con gli striscioni per far sentire il suo appoggio al Cavaliere.