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DOPO BERLUSCONI/ Maroni: alleanza Lega-Pdl verso il capolinea

L’alleanza tra Lega Nord e Pdl potrebbe arrivare presto al capolinea. Lo fa capire Roberto Maroni, ministro dell’Interno ed esponente di spicco del Carroccio

Roberto Maroni (Foto Ansa) Roberto Maroni (Foto Ansa)

L’alleanza tra Lega Nord e Pdl potrebbe arrivare presto al capolinea. Lo fa capire Roberto Maroni, ministro dell’Interno ed esponente di spicco del Carroccio, spiegando che se il partito di Berlusconi sceglierà di entrare nel nuovo governo tecnico, mentre la Lega Nord ne resterà fuori, allora il sodalizio potrà essere messo in discussione. Proprio ieri sera, invece, era stato il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, esponente del Pdl, a dirsi certo che il suo partito e quello di Maroni rimarranno ancora uniti. Il titolare del welfare aveva spiegato che l’alleanza è strategica e dovrebbe essere mantenuta in vista delle elezioni che proprio o poi arriveranno. Maroni dal canto suo ha spiegato che il cosiddetto governo di emergenza nazionale dovrebbe essere secondo lui affidato ad Angelino Alfano, attuale segretario del Pdl, l’uomo che Berlusconi ha indicato come suo successero. In questo senso ha aperto al fatto che la Lega possa accettare un allargamento dell’attuale maggioranza a coloro che ne sono usciti rispetto al risultato delle urne del 2008 (in sostanza quindi Fli), ma non oltre (di fatto chiudendo le porte all’Udc). In questo caso bisognerebbe vedere se Fini e i suoi uomini sarebbero disposti a ritornare sui propri passi dopo l’addio di Berlusconi. Maroni ha anche spiegato che nel caso dovesse prendere corpo questo governo guidato da Alfano chiederebbe di poter rimanere ministro dell’Interno, per portare avanti il lavoro già iniziato in questi tre anni e mezzo. Nel caso invece si andasse verso un esecutivo diverso, la Lega sarebbe pronta a passare all’opposizione, anche perché, ha spiegato, è meglio che ci sia un’opposizione in Parlamento piuttosto che nelle piazze.

Siamo dunque vicini a ore decisive. Dopo l’approvazione della legge di stabilità da parte della Camera, che avverrà oggi, Silvio Berlusconi rassegnerà le proprie dimissioni e Giorgio Napolitano dovrà decidere a chi affidare l’incarico di formare un nuovo governo, dato che l’ipotesi delle elezioni è ormai molto remota. Il Presidente della Repubblica sembra pronto a dare l’incarico a Mario Monti, ma oltre all’opposizione della Lega Nord, che come ha spiegato Maroni vorrebbe Alfano Premier, anche il Pdl sembra pronto a proporre l’alternativa “tecnica” di Lamberto Dini. Sarà da capire se questo “braccio di ferro” con il Quirinale andrà ancora avanti per qualche giorno oppure no.