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DIMISSIONI BERLUSCONI/ 3. Sallusti: il vero sconfitto dall'asse Draghi-Monti? E' Tremonti

Pubblicazione:sabato 12 novembre 2011 - Ultimo aggiornamento:domenica 13 novembre 2011, 9.27

Foto Ansa Foto Ansa

DIMISSIONI BERLUSCONI: IL PUNTO CON ALESSANDRO SALLUSTI - Brandelli di Pdl svolazzano tra i banchi del Parlamento in cerca di ospitalità; annusano l’aria, sondano il terreno, per capire quale sarà la nuova maggioranza cui chiedere rifugio. Si chiamano Antonione, Destro, Gava, Pittelli e Sardelli gli ultimi peones ad essersi dati alla macchia.

Opposizione, establishment tecnico-finanziario, euro-burocrazie, stampa progressista, Francia e Germania: tutti trattengono il fiato, aspettando di vedere scorrere lungo il fiume il cadavere dell’acerrimo Cavaliere. Un esilio dato per certo. E poi, c’è Mario Monti. La cui ascesa a Palazzo Chigi è data come ineludibile, se si vuol salvare l’Italia. Questo, tanto per spiegare la suggestione che il fuoco incrociato contro Berlusconi ha prodotto nel senso collettivo: la panacea è il governo tecnico; altrimenti, resta solo il default.

Tra le fila della resistenza berlusconiana, tre colonnelli sono scesi in trincea. Il direttore de Il Foglio, Giuliano Ferrara, quello de Il Giornale, Alessandro Sallusti, e Vittorio Feltri, si son dati appuntamento al Teatro Manzoni. Dove hanno precisato alcuni concetti. Il filo conduttore sono state le elezioni. Senza, vivremo in una fase di sospensione della democrazia. Un tempo, ha detto Ferrara, la guerra si faceva con i carri armati, oggi con lo spread. Un'arma brandita da Francia e Germania. Che, nei nostri confronti, stanno attuando una politica coloniale. Lasciare che Monti vada al governo, senza aver prima preteso una data per il voto, equivarrà a cedere la nostra sovranità popolare. Feltri, dal canto suo, ha ricordato chi è il regista delle operazioni di sbarco di alcuni dal Pdl all’Udc: Paolo Cirino Pomicino. Ovvero, «il re del debito pubblico».

Di questi tempi, la qualifica non nobilita. Sallusti, infine, ha sottolineato la provenienza di Monti: Goldman Sachs. La banca da cui provengono i «criminali» che hanno originato la crisi. Dopo l’incontro, Sallusti ha scambiato qualche battuta con IlSussidiario.net. A partire da un altro grande personaggio di tutta la vicenda. Ultimamente, dato per disperso.

Sallusti, Tremonti, da settimane, non si fa vivo. Non parla, non rilascia dichiarazioni…


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COMMENTI
12/11/2011 - hai perfettamente ragione (Luca Battanta)

Caro direttore ti do ragione e ti stimo molto. Oggi ho ascoltato le parole tue al teatro Manzoni in merito a Monti e ai suoi rapporti con le banche d'affari. Sul discorso dell'accanimento giudiziario su Berlusconi dopo l'accanimento,cioè che scandivano i manifestanti davanti al Quirinale "galera" "galera" non mi sembrano un buon presagio.