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CONSULTAZIONI/ 1. Qui Pdl, Sisto: sì a Monti, ma vogliamo una garanzia

Pubblicazione:domenica 13 novembre 2011 - Ultimo aggiornamento:domenica 13 novembre 2011, 18.48

Angelino Alfano, Segretario del Pdl (Foto Imageconomica) Angelino Alfano, Segretario del Pdl (Foto Imageconomica)

CONSULTAZIONI: POPOLO DELLA LIBERTA’ (PDL), IL PUNTO DI FRANCESCO PAOLO SISTO - Ormai la nomina di Mario Monti a capo di un governo tecnico è solo questione di ore. Dopo la girandola di consultazioni, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dovrebbe ufficializzare la sua scelta. «Il nostro Paese - è il commento a quanto sta accadendo nello scenario politico italiano di Francesco Paolo Sisto, Deputato del Pdl - ha subito un vero e proprio scippo da parte del potere economico. Il Governo Monti non ha alcuna legittimazione elettorale: è ospite della democrazia parlamentare, che i mercati hanno sancito dover essere necessariamente tollerato perché possa svolgere il suo ruolo».

 

Ma il Pdl è pronto ad appoggiare il Governo Monti. Quali garanzie pretende da Napolitano?

 

La necessità di guardare al benessere del Paese induce il Pdl a  sostenere Monti, anche se questa è senza dubbio una via dolorosa per la dignità della politica. L’unica richiesta che abbiamo è che il nuovo esecutivo ponga in essere quelle misure che l’Europa pretende da noi e che poi tolga il disturbo con grande rapidità, per consentire alla politica di riprendere il suo ruolo.

 

La squadra di ministri di questo governo dovrà essere di tecnici o di politici? Oppure è meglio una soluzione mista?

 

Ormai il Pdl ha accettato, anche se a malincuore, che la scelta tecnica venga portata fino in fondo, anche se questo vuol dire che la politica verrà “colonizzata” da tecnici/economisti, che, per carità, hanno un curriculum di grande rispetto, ma che appartengono al mondo dei grandi interessi economici. Avremmo preferito una soluzione mista, con 4-5 elementi politici, che avrebbero potuto anche aiutare i colleghi a governare meglio.

 

Il governo Monti dovrà essere “a tempo”, “a programma” o arrivare fino a fine legislatura? Dal punto di vista del programma cosa dovrà fare e cosa assolutamente evitare?

 

Come accennavo prima, il nuovo Governo dovrà attuare quanto ci chiede l’Europa e poi andarsene. Guai se i tecnici cominciassero a fare i politici: dare ai tecnici un ruolo di iniziativa politica mi sembrerebbe davvero un esproprio, un colpo di Stato. Quindi non dovranno fare nulla di più di quel programma di tipo economico richiesto dall’Europa.

 

Monti e la sua squadra devono promettere di non ricandidarsi?


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