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CONSULTAZIONI/ Qui Idv, Donadi: sì al governo tecnico, ma solo finché c'è l'emergenza

Prosegue il programma di consultazioni che il Capo dello Stato sta facendo con i rappresentanti dei partiti politici. Intanto abbiamo sentito il punto di vista di Idv con MASSIMO DONADI

Foto: Imagoeconomica Foto: Imagoeconomica

Prosegue il programma di consultazioni che il Capo dello Stato sta facendo con i rappresentanti dei partiti politici, e fra poco salirà al Colle il Partito Democratico che, seguito dal Pdl, concluderà la serie di colloqui. Dalla maggior parte degli esponenti arriva il sostengo aperto alla candidatura di Mario Monti, fatta eccezione per il deciso no della Lega, che comunque ha lasciato qualche porta aperta. Anche Antonio Di Pietro si sposta su una posizione possibilista abbandonando parte delle polemiche dei gironi scorsi, annunciando però un sì legato al programma che sarà presentato e a una data precisa per le prossime elezioni. IlSussidiario.net ha contattato Massimo Donadi, capogruppo Italia dei Valori alla Camera dei Deputati.

Onorevole, quali condizioni e che tipo di garanzie pretendete?

Abbiamo detto con grande chiarezza che per noi ci sono tre aspetti assolutamente decisivi: innanzitutto vogliamo avere garanzia che questo sia un governo di soli tecnici e non di politici o finti tecnici; inoltre pensiamo al programma, e oggi sinceramente eravamo anche in un certo imbarazzo nel dover dire un sì o un no su qualcosa che è ancora completamente indefinito, perché non abbiamo la più pallida idea di quali siano le linee programmatiche che Monti intende portare avanti. Per noi è fondamentale capire se il clima di rigore indispensabile in questo momento sia un rigore improntato all’equità sociale e alla discontinuità, nel senso di cominciare a far pagare chi non lo ha mai fatto fino ad ora, e quindi anche alla lotta all’evasione fiscale e alla corruzione.

E il terzo punto?

Il terzo punto riguarda il fatto che per noi un governo tecnico è per definizione un governo a termine, e non di legislatura: quindi, una volta passata l’emergenza, passa anche il governo. La nostra preoccupazione attuale è che nasca un governo che in quei cinque, sei mesi che saranno necessari faccia le cose che l’Europa si attende da noi e che le faccia con un senso di giustizia sociale complessiva e distribuendo equamente i sacrifici tra tutti e facendo pagare di più in proporzione a chi più possiede, e che sia un governo che nulla abbia a che spartire, dal punto di vista della composizione, col governo precedente, perché per noi sarebbe impensabile sostenere, anche solo col voto parlamentare, un governo insieme a qualcuno di quei protagonisti che a nostro avviso sono stati responsabili della situazione drammatica in cui oggi l’Italia si trova.

Quali sono le cose principali di cui si dovrà occupare il nuovo governo?

Da tempo stiamo dicendo che questo governo deve assolutamente ripartire con una legge che cominci a tagliare i privilegi della politica, perché altrimenti non si potrà mai parlare di equità sociale. Penso quindi all'abolizione le province, a dimezzare il numero dei parlamentari e a tagliare tutti quei  privilegi che esistono oggi.

Non c'è il rischio che Pd e Pdl insieme al governo si ostacolino a vicenda ponendo veti incrociati?