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DIMISSIONI BERLUSCONI/ 2. Pd e Pdl non hanno capito l'appello di Napolitano

Pubblicazione:domenica 13 novembre 2011

Giuliano Amato (Foto: IMAGOECONOMICA) Giuliano Amato (Foto: IMAGOECONOMICA)

Peppino Caldarola, ex deputato del Pd, bravissimo giornalista da una vita, vede lungo e probabilmente vede giusto. Ha guardato il dibattito parlamentare con freddezza professionale e ne stila un giudizio secco: “Mi è sembrato troppo aspro, esageratamente aspro date le circostanze in cui si sta muovendo la politica italiana e nel momento in cui le forze politiche italiane dovrebbero mostrare coesione, un minimo di solidarietà di fronte alle prove che aspettano l'Italia”.

Gli attori della scena politica non sembrano cambiare la loro natura di reciproca delegittimazione che hanno perseguito in tutti questi anni. Che ne pensa, Caldarola?

A mio avviso, in questo momento le forze politiche, sia di maggioranza che di opposizione non hanno ben capito l'appello che ha lanciato il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che non è appello rituale. Ma qualche cosa di più forte, perché ci si trova di fronte a un'emergenza. Questo fa abbastanza impressione.

Ragioniamo in una prospettiva di tempi rapidi. Ormai stiamo contando le ore. Che cosa si riserveranno di velenoso, ancora, il Pdl e il Pd?

Io penso che non abbiano molto margine di manovra. Questo è il classico governo del Presidente, con la prospettiva di presentarsi lunedì, davanti ai mercati, in modo credibile. Quindi, margini di trattative, bracci di ferro e manovre mi sembrano molto ridotte. Credo che l'operazione del Governo di Mario Monti vada in porto. Il Pdl probabilmente vorrà un ministro nel nuovo esecutivo. Si sta puntando e trattando, per quanto possibile, su Gianni Letta. Per il Pd penso che il garante del centrosinistra, che è in più storicamente anche un politico-tecnico, possa essere Giuliano Amato. In questo momento mi sento di escludere altri tipi di conflitti.

Lei si sente di escludere colpi di scena?


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