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DIMISSIONI BERLUSCONI/ Lettera a Storace: orgoglioso di quanto fatto in questi tre anni e mezzo

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BERLUSCONI ORGOGLIOSO DI QUANTO FATTO – In una lettera inviata oggi al segretario nazionale della Destra, Francesco Storace, che sta celebrando a Torino il secondo congresso del partito, Silvio Berlusconi si dice orgoglioso di «quanto siamo riusciti a fare in questi tre anni e mezzo segnati da una crisi internazionale senza precedenti nella storia». Berlusconi scrive anche che «c'è chi lavora da tempo perché il pendolo della politica italiana torni indietro, ai tempi in cui la volontà degli elettori era commissariata dalle oligarchie di partito abituate a gestire in proprio, al riparo da ogni responsabilità, la forza che i cittadini consegnavano loro al momento del voto. Siamo andati avanti», continua Berlusconi, sapendo che «la maggioranza voluta dagli italiani avesse il diritto e soprattutto il dovere di governare, ma alla fine in Parlamento ha prevalso la logica dei piccoli ricatti e del trasformismo che è il vizio più antico della politica italiana». Infatti, secondo Berlusconi, la «fronda» della componente finiania ha rappresentato il «peccato originale» che ha messo in pericolo il «percorso di una legislatura che avrebbe dovuto essere costituente e che si è invece incagliata nelle secche di una politica che non ci appartiene». Intanto proseguono da stamane alle nove le consultazioni del Presidente della Repubblica con i vari esponenti delle forze politiche. Gli appuntamenti più attesi sono ovviamente quelli con il segretario del Pd, atteso verso le 17 e 30 del pomeriggio, e quello con il Pdl, che seguiranno, ultimi in programma, alle 18 e 30. Sono già saliti al Colle diversi rappresentanti di partito e si sta configurando come si prevedeva un consenso generale sul nome di Mario Monti qual futuro premier. I repubblicani tra gli altri hanno espresso il loro consenso, dichiarandosi d'accordo con il nome di Mario Monti, così come Fareitalia per la Costituente Popolare, con l'obbiettivo, hanno aggiunto questi ultimi, di realizzare un governo di larghe intese, un governo composto di tecnici con un programma definito sulla linea del rigore e dello sviluppo. E' quello che ha rilasciato in una nota Antonio Buonfiglio a nome anche di Adolfo Urso, Andrea Ronchi e Pippo Scalia.


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