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Politica

GOVERNO MONTI/ Le 39 richieste all’Italia su lavoro, pensioni e riforme costituzionali

Il nuovo premier dovrà mettere a punto quelle riforme corrispondenti alle 39 domande perentorie e dettagliate del commissario europeo all’Economia, Olli Rehn, inviate all’Italia

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La domanda relativa al programma che il governo tecnico di Mario Monti dovrà attuare ha una sola risposta. 39, anzi. Il nuovo premier, infatti, dovrà mettere a punto quelle riforme corrispondenti a 39 domande perentorie e dettagliate che il commissario europeo all’Economia, Olli Rehn, aveva inviato al ministro dell’Economia Giulio Tremonti in seguito alla lettera invita all’Ue dal nostro governo nella persona dell'allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Tremonti, venerdì, ha risposto puntualmente, spiegando le scadenze che sono già state rispettate e quelle in programma.  Nella lettera, in ogni caso, si chiede, anzitutto, al governo di dettagliare la propria strategia di riduzione del debito pubblico. E se questa contempli anche la dismissione del patrimonio pubblico. Si chiede, inoltre, di introdurre nella Costituzione una norma che imponga il pareggio di bilancio. Si spinge, inoltre, sull’aumento dell’età pensionabile a 67 anni per le donne e l’agganciamento, al più presto, dell’uscita dal lavoro alle aspettative di vita. Buona parte della missiva è dedicata ai fondi strutturali.

Come intende, l’Italia, assorbire e utilizzare i fondi europei e, in particolare, come farà in modo che il piano Eurosud per il rilancio dell’economia meridionale funzioni e le risorse siano utilizzate effettivamente per gli scopi preventivati? Il nuovo governo dovrà anche incrementare l’autonomia e la competizione fra università e rivoluzionare il mercato del lavoro. Su questo punto Bruxelles vuole delucidazioni in merito al sanamento del gap tra lavoratori a tempo determinato e indeterminato, alle nuove norme sul licenziamento e alla facilitazioni per  giovani e precari all’immissione nelle aziende in maniera stabile. Sulla concorrenza  il commissario vuole sapere se e come l’esecutivo agirà sugli ordini professionali, sulle tariffe minime e sulla possibilità di un accesso facilitato. Mentre sulla pubblica amministrazione, i chiarimenti riguardano la riforma Brunetta, la cassa integrazione a la mobilità obbligatoria per i dipendenti pubblici. Tra le riforme che andranno attuate quanto prima, quella della giustizia civile, i cui ritardi a inadempimenti ci fanno perdere un punto di pil all’anno. Infine, resta da capire come potranno consentire dei risparmi le misure previste nella riforma della Costituzione, se saranno veramente ridotti i Parlamentari e come sarà rafforzato il ruolo dell’esecutivo.