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Politica

GOVERNO MONTI/ Le reazioni di Obama, Merkel, Sarkozy, Van Rompuy, Blair e Lagarde

Un coro di giubilo ha salutato la sua nomina, con riserva, a premier incaricato di dar vita ad un governo tecnico che faccia le riforme e dia ai mercati garanzie di affidabilità.

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

Tutti vogliono Mario Monti. Un coro di giubilo ha salutato la sua nomina, con riserva, a premier incaricato di dar vita ad un governo tecnico che faccia le riforme e dia ai mercati garanzie di affidabilità sul nostro debito pubblico, con un’azione sistematica e continuativa. Ieri, in tarda serata, mentre si trovava alle Hawaii per il vertice dell'Apec, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama si è detto soddisfatto del cambiamento e convinto che il nuovo esecutivo, così come quello greco, sapranno essere in grado di da vita alle riforme necessarie. Poi, ha aggiunto che l’Europa ha ancora molto lavoro da fare per riuscire ad uscire dalle sacche della crisi. E, fino  quando i suoi problemi non saranno risolti, non sarà in grado di rilanciare la propria crescita economica.

Secondo Obama, «c'è ancora del lavoro da fare rassicurare con forza i mercati che Paesi come l'Italia siano in grado di finanziare il proprio debito». Ancora più netto ed evidente il sostegno da parte della cancelliera tedesca Angela Merkel e del presidente francese, Nikolas Sarkozy. Del resto, sono stati loro gli sponsor principali dell’ex commissario europeo. E’ noto che, lavorando di sponda con il neo presidente della Bce, Mario Draghi, abbiano decisamente contribuito alla decisione di Berlusconi di lasciare Palazzo Chigi per far spazio a Monti. Secondo l’autorevole Le Monde, il presidente francese avrebbe addirittura suggerito alla Merkel un blitz a Roma per mostrare pubblicamente il proprio sostegno al loro protetto. Sempre secondo il quotidiano, l’auspicio di Sarkozy è che il governo tecnico duri. Il presidente francese, inoltre, non ci sarebbero motivi, nell’ottica del salvataggio dell’euro, di ricorrere a elezioni a elezioni immediate. Non solo. L’inquilino dell’Eliseo si sarebbe  messo a disposizione per sentire i capi politici locali per convincerli a sostenere il nuovo governo e farli avere la maggioranza necessaria a durare. Quasi sprezzante il commento della Merkel, che si è detta convinta di come l’Italia non sia quella rappresentata da Berlusconi, ma da Napolitano. Il presidente europeo Van Rompuy è stato a Roma, ha visto l’ormai ex premier e Napolitano e ha fatto presente che sarà necessario che l’Italia chiarisca al più presto la propria situazione politica. Anche Van Rompuy si è detto contrario all’ipotesi di elezioni, ritenendo prioritario varare le riforme.