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IL CASO/ 1. Le monetine contro Craxi, così uguali a quelle contro Berlusconi

Pubblicazione:lunedì 14 novembre 2011

Festa in piazza dopo le dimissioni di Berlusconi (Ansa) Festa in piazza dopo le dimissioni di Berlusconi (Ansa)

Ma la grande stampa italiana (e la magistratura) ignorò il tutto e si accanì contro Craxi e il sistema dei partiti, soprattutto quelli democratici. Davanti al “Raphael” arrivarono missini, leghisti e postcomunisti che ascoltavano un comizio nella vicina piazza Navona di Achille Occhetto, un interprete tra i più sciagurati di quella stagione. Si è visto come quella “liberazione” del 1993 abbia inaugurato una nuova, limpida, trasparente e forte politica italiana, esattamente al contrario.

Quello che spingeva i postcomunisti a contestare platealmente Craxi era solo un sentimento di “pancia” dettato da due fattori: rabbia e paura. La rabbia era alimentata dal non aver capito che il comunismo era fallito definitivamente e che il socialismo riformista aveva vinto sul piano storico; la paura era l’incubo di essere messi sotto accusa e di essere tagliati fuori da qualsiasi futuro politico. Con qualche acrobazia ideologica (guardatevi le tesi di Walter Veltroni al congresso del  Lingotto di Torino, sono un autentico spasso) e molto opportunismo sono riusciti a riciclarsi a cavallo tra pensiero postsocialdemocratico e turbofinanza americana di stampo clintoniano. In più costituendo un “ponte” con gli ex “poteri forti” italiani che non potevano sopportare Craxi e che si trovavano in un nuovo mare di concorrenza per loro inusuale e tempestoso. Ma, nonostante tutte queste contorsioni, nel periodo della transizione infinita, i postcomunisti sono stati sempre perdenti e hanno contribuito a relegare la politica in soffitta.

Silvio Berlusconi ha una storia completamente diversa da quella di Craxi. Direttamente o indirettamente, è il personaggio che meglio ha raccolto dalla stagione di “Tangentopoli”. Anche le sue televisioni hanno cavalcato quella stagione di deliri. Basta ricordare i cronisti di Emilio Fede davanti al Palazzo di giustizia di Milano, le sparate di “Mitraglia-Mentana” e la selezione della sua nuova “classe dirigente”. L’abilità del marketing politico berlusconiano si è concretizzata in una critica, a volte dura e volte bonaria e quasi nostalgica, alla vecchia area democratica della prima repubblica (finita nel frattempo sotto inchiesta o in galera, per essere poi, perlopiù, assolta) e in una promessa politica di vaga riforma liberale, sbandierata ai quattro venti e di fatto mai realizzata. Nel periodo della confusione-transizione, l’antipolitica berlusconiana è stata molto più abile dell’antipolitica della sinistra e di tutti i movimenti trasversali (destra-sinistra insieme) che sono fioriti un po’ dappertutto nell’Italia della seconda repubblica.

Una politica debole, anzi una antipolitica praticata con sistematicità irritante non porta mai lontano. Berlusconi ha pensato che il suo marketing politico fosse invincibile, ma non ha ben compreso che la crisi finanziaria mondiale, la nascita di nuovi poteri forti a livello mondiale, il declino della politica e della stessa democrazia, avrebbero ben presto regolato i conti anche con lui.


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COMMENTI
14/11/2011 - i clacson italici (Alberto Consorteria)

Ma dai, è la cosa più normale del mondo: ricordo a Bologna i caroselli in formato Champions League per la vittoria di Guazzaloca. è bello festeggiare. è folklore. Craxi c'entr poco. è folklore. Il PDL doveva gestire in un altro modo il 2008, quando la sinistra autoimplose. Fu un'occasione straordinaria di confronto, persa. Fini calò le braghe, salvo poi pentirsi come una zitella. Casini resistette. Un PDL senza congresso, senza primarie, fatto di Bondi e tirapiedi perse l'occasione di portare una faccia nuova. E ora che la storia fa quello che andava fatto da anni, ossia fracassare un'idea vecchia, quella berlusconiana, è la cosa più normale che tutti festeggino: e cosa dovrebbero fare?

 
14/11/2011 - Non c'è due senza tre? (Vulzio Abramo Prati)

Ricordiamo che dopo Piazza Loreto, nel 1948, le elezioni le vinse la DC, dopo il Raphael, nel 1994, le elezioni le vinse Berlusconi, quelle piazze non hanno mai vinto perchè la gente poi sceglie i moderati, al loro posto, se non altro per scaramanzia, avrei evitato certe manifestazioni!