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Politica

IL PALAZZO/ Ecco perché Napolitano ha scelto Monti

Giorgio Napolitano (Imagoeconomica)Giorgio Napolitano (Imagoeconomica)

E cioè al fondo del procedere di Napolitano, ben attento a essere ineccepibile sul piano formale, sembra esservi una valutazione politica di fondo: l’impossibilità che l’Italia possa affrontare situazioni serie con la palla al piede di un regime del maggioritario in cui i due schieramenti sembrano impossibilitati ad affrontare l’emergenza a causa del diritto di veto da parte di gruppi tendenzialmente piromani che entrambi nutrono in seno.

In tutto il mondo il maggioritario si traduce nel prevalere di spinte realistiche da entrambe le parti per la conquista del centro dell’elettorato. In Italia al contrario – nel maggioritario nato sull’onda di una dissoluzione giudiziaria a furor di popolo – abbiamo coalizioni alla mercé di estremistiche perseguono il proprio successo incendiando il paese e i due principali partiti alternativi inseguono così nostalgici dell’Urss e della Repubblica Sociale, giustizialisti e secessionisti e sembrano esposti al diritto di veto sulla sinistra dei macro antagonismi di “lotta di classe” e sulla destra dei micro particolarismi lobbistici e territoriali.

Il varo di un governo con il voto di Pdl e Pd potrebbe essere il punto di passaggio positivo per dare stabilità all’Italia, riacquistare fiducia internazionale e soprattutto per preparare le condizioni di una campagna elettorale tra schieramenti alternativi con i piedi per terra e la testa sulle spalle.

Occorre cioè una emancipazione  dei principali soggetti del maggioritario dagli estremismi inconcludenti e irresponsabili, da quanti cioè si rifiutano di prendere sul serio la crisi e che, sia a destra sia a sinistra, considerano i richiami europei e la reazione dei mercati solo esagerazioni e complotti e agitano il miraggio di inesistenti rinegoziazioni e sdrammatizzazioni.

Il dato certo infatti è che oggi in Parlamento nessun contendente ha la forza di prendere unilateralmente provvedimenti seri e se si va al voto anticipato rischiamo una campagna elettorale basata non su ciò che l’Europa ci chiede di fare, ma sull’esatto contrario e quindi sul cercare voti prendendo impegni elettoralistici sulle cose da non fare.

Si tratta cioè di creare le condizioni per dar vita poi a un confronto elettorale in futuro tra una sinistra in sostanza tendenzialmente socialdemocratica e un polo democratico-liberale che non facciano più vivere gli italiani in un cartone animato tra due contrapposti e speculari bullismi.


COMMENTI
15/11/2011 - Vicenda poco edificante per le sorti nazionali (Salvatore Ragonesi)

Ugo Finetti espone una serie di considerazioni abbastanza plausibili sui motivi che hanno indotto il Presidente Napolitano a scegliere Monti per la formazione di un nuovo governo.Egli però non spiega perché Monti è stato nominato con precedenza assoluta senatore a vita,quando invece si sarebbe dovuto evitare un simile "pasticcio",che ha indubbiamente un peso notevole sulla formazione di una necessaria simpatia popolare.E si determina un dissenso netto da parte di quel mondo che vorrebbe il rispetto non solo delle forme della vita democratica,ma anche della sostanza etica nei modi di accesso al potere.E il prof. Monti del resto avrebbe riscosso maggiori consensi se avesse rifiutato una nomina a senatore tanto improvvisa quanto indigesta da una opinione pubblica non necessariamente filoberlusconiana.Si attendeva con ansia la discontinuità sul terreno morale e la messa in atto di un nuovo costume più sobrio e ne è venuta fuori una rinnovata spinta di chiara marca cortigiana e feudale,lontana persino dalle richieste puritane dello stesso azionismo liberale dell'ambiente bocconiano.Brutta vicenda italiana,poco gloriosa per le sorti nazionali.