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IL PALAZZO/ Ecco perché Napolitano ha scelto Monti

Pubblicazione:lunedì 14 novembre 2011

Giorgio Napolitano (Imagoeconomica) Giorgio Napolitano (Imagoeconomica)

Ma per far questo occorre un governo che abbia chiaro rilievo politico e non un governo tecnico. È solo così che ha senso la nomina di Monti a senatore a vita. Se invece si verificherà l’assenza di ministri politici che diano il segno della condivisione nazionale del programma di risanamento in un quadro di reciproca sdemonizzazione tra i protagonisti del maggioritario significa che avrà nuovamente vinto “la Repubblica dei bulli”. Non c’era allora bisogno di nominare Monti senatore in quanto il risultato sarà un governo votato nel generale disimpegno politico, con le misure richieste dalla Bce  affidate a un gruppo di “volontari del Quirinale”, mentre la tensione sociale salirà con i partiti che faranno a gara nel cavalcarla.

Il governo Monti rischia di essere un governo tecnico con in Parlamento il convinto sostegno solo dei peones che temono la non rielezione. Vivacchierà finché il Parlamento lo ignorerà e poi finirà come governo tecnico-elettorale gestendo l'ennesima campagna elettorale da “guerra civile”.



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COMMENTI
15/11/2011 - Vicenda poco edificante per le sorti nazionali (Salvatore Ragonesi)

Ugo Finetti espone una serie di considerazioni abbastanza plausibili sui motivi che hanno indotto il Presidente Napolitano a scegliere Monti per la formazione di un nuovo governo.Egli però non spiega perché Monti è stato nominato con precedenza assoluta senatore a vita,quando invece si sarebbe dovuto evitare un simile "pasticcio",che ha indubbiamente un peso notevole sulla formazione di una necessaria simpatia popolare.E si determina un dissenso netto da parte di quel mondo che vorrebbe il rispetto non solo delle forme della vita democratica,ma anche della sostanza etica nei modi di accesso al potere.E il prof. Monti del resto avrebbe riscosso maggiori consensi se avesse rifiutato una nomina a senatore tanto improvvisa quanto indigesta da una opinione pubblica non necessariamente filoberlusconiana.Si attendeva con ansia la discontinuità sul terreno morale e la messa in atto di un nuovo costume più sobrio e ne è venuta fuori una rinnovata spinta di chiara marca cortigiana e feudale,lontana persino dalle richieste puritane dello stesso azionismo liberale dell'ambiente bocconiano.Brutta vicenda italiana,poco gloriosa per le sorti nazionali.