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GOVERNO MONTI/ La Lega riapre il parlamento padano, Maroni al Copasir?

La Lega snobba le consultazioni di Mario Monti e conferma il suo no all'ipotesi di governo. E decide di riaprire dal prossimo 4 dicembre il parlamento padano

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Mentre Mario Monti incontra stamane Pd e Pdl, gli ultimi due partiti nel suo giro di consultazioni relativo alla formazione del nuovogoverno, la Lega promette di riaprire il parlamento padano. Il partito di Umberto Bossi si è infatti dichiarato per il no al nuovo probabile esecutivo, preferendo andare all'opposizione, salvo tenere uno spiraglio aperto con la promessa di valutare ogni singolo provvedimento e quindi la possibilità di votare anche a favore. La Lega non si è neanche presentata alle consultazioni promosse da Monti con tutti i partiti dell'arco costituzionale (Bossi ha scambiato solo qualche parola via telefono con il premier incaricato confermandogli il suo no). E arriva l'annuncio che dal prossimo 4 dicembre riapre il cosiddetto parlamento padano, esperimento già tentato in passato, con sede a Vicenza (nel 1997 quando venne inaugurato la prima volta, aveva avuto sede a Mantova). Non piace l'iniziativa oggi come allora ai rappresentanti del resto delle forze politiche. Il deputato del Pd Andrea Sarubbi ha commentato con ironia che riapre il parlamento padano. E lo spritz tocca il massimo storico. Anche da parte di Silvana Mura dell'Idv critiche all'iniziativa leghista: "Basta farsi un giro sul sito del parlamento del nord fermo all'ultima seduta nel lontano marzo 2008 per capire che si tratta di una patacca polverosa tirata fuori dal magazzino in cui la Lega l'aveva gettata in questi anni di governo". La Lega all'opposizione portrebbe invece portare a cambi di scenari e soprattutto di poltrone. E' probabile infatti che l'ex ministro degli interni Maroni venga candidato al Copasir (il Comitato Parlamentare di Controllo per i Servizi di Informazione e Sicurezza e per il Segreto di Stato), ruolo oggi detenuto da Massimo D'Alema che con il passaggio del Pd al governo lascerebbe l'incarico. Ci si interroga anche sul futuro ruolo di Roberto Calderoli: da ex ministro, come lo stesso Maroni, avrà diritto a qualcosa in più che tornare a fare il semplice parlamentare. Per la Lega, comunque, dal punto di vista delle sue dinamiche interne, la scelta dell'opposizione ha trovato un partito e soprattutto una base estremamente compatta nel suo dirsi d'accordo con la scelta.