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Politica

GOVERNO MONTI/ Totoministri, Giustizia: Cesare Mirabelli o Piero Alberto Capotosti?

Sarà partita a due per il ministero della Giustizia. Per l’importante dicastero si susseguono i nomi di Cesare Mirabelli e Piero Alberto Capotosti, dal profilo professionale molto simile

Cesare Mirabelli (Foto Imagoeconomica)Cesare Mirabelli (Foto Imagoeconomica)

Sarà partita a due anche per il ministero della Giustizia. Per l’importante dicastero si susseguono i nomi di Cesare Mirabelli e Piero Alberto Capotosti. Due personalità dal profilo professionale molto simile: entrambi ex-presidenti della Corte costituzionale, di formazione e fede cattolica, sono insigni giuristi di fama riconosciuta.

Cesare Mirabelli – milanese, 69 anni – è già stato vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura e fu nominato giudice Costituzionale dal Parlamento nel 1991; eletto presidente nel febbraio 2000, alla fine di quell’anno cessò poi la sua carica. Dal 2006 è membro del Consiglio superiore della Banca d’Italia. È professore ordinario di Diritto ecclesiastico presso l’Università degli studi di Roma Tor Vergata, nonché presso l’Università Europea di Roma; insegna anche Diritto costituzionale presso la Pontificia università lateranense di Roma. È consigliere generale presso lo Stato della Città del Vaticano, vale a dire il ruolo più elevato che un laico possa ricoprire presso la Santa Sede. In seno alla FIGC, riveste la qualifica di componente della Commissione di garanzia della Giustizia sportiva.

Piero Alberto Capotosti – nato a San Benedetto del Tronto, anch’egli sessantanovenne – è professore ordinario di Giustizia costituzionale presso la facoltà di Scienze Politiche dell’università degli studi di Roma La Sapienza e - dal 1994 al 1996 - è stato vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura. È stato vicino all’area politica di centro gravitante intorno a Mino Martinazzoli e al suo Partito Popolare Italiano. Nominato giudice costituzionale dal Presidente della Repubblica italiana il 4 novembre 1996, fu eletto presidente nel 2005 - a marzo - cessando l’incarico nel novembre dello stesso anno.

Il nuovo Ministro della Giustizia è atteso da una voluminosa serie di dossier: le sovraffollate carceri italiane, che attendono ancora provvedimenti risolutivi; il sistema della giustizia civile, che necessita di adeguamenti che ne sblocchino i proverbiali rallentamenti;  le incombenti inchieste in corso per l’ex-premier Silvio Berlusconi; le ispezioni in essere presso le chiacchierate procure di Napoli e, soprattutto, Bari. 

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