BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

GOVERNO MONTI/ Polito: è la parola fine a Pd e Pdl (e alla guerra civile)

Pubblicazione:mercoledì 16 novembre 2011

Caos a Roma durante le manifestazioni dello scorso ottobre (Ansa) Caos a Roma durante le manifestazioni dello scorso ottobre (Ansa)

Dopo due giorni di “gestazione”, come li ha definiti Mario Monti nella conferenza stampa di ieri sera, è giunto il momento di sciogliere la riserva. E così, forte della “matura consapevolezza” delle forze politiche e delle parti sociali, il neoeletto senatore a vita questa mattina potrà salire al Quirinale per presentare al Capo dello Stato la squadra del nuovo governo. «A rendere tutto più difficile – dice Antonio Polito a IlSussidiario.net – ci hanno pensato le dichiarazioni degli uomini di partito, il numero dei gruppi parlamentari che la Seconda Repubblica è riuscita a raggiungere e i numerosi tentativi di far sprofondare nel minestrone politico di sempre il nuovo esecutivo. Non ci sono mai state, comunque, delle alternative. Ora, a cominciare dalla sua composizione e dalla forza (anche simbolica) che questo governo avrà, potremo capire quali risultati riuscirà a ottenere».

Ieri c’è stato un momento in cui sembrava che tutto potesse saltare. Secondo lei, da parte di Pd e Pdl, ci sarà un sostegno convinto o, come lascia intendere qualcuno, al momento buono non sarà difficile chiudere la transizione e tornare alle urne?

Non credo che siano in molti a voler fare i sabotatori. I due principali partiti hanno accettato questa soluzione a costo di grandi sacrifici e credo che siano consapevoli del fatto che il governo Monti, con il passare del tempo, è destinato a rafforzarsi in Parlamento. Soprattutto se riesce a ottenere dei risultati sul piano dell’emergenza finanziaria. D’altronde, la scomposizione politica è in atto e le alleanze sono molto meno strette di prima. Chi prova a giocare col fuoco rischia di ritrovarsi con il cerino in mano. 

Cosa intende dire?

Fra tre o quattro mesi gli attuali leader non potranno più “staccare la spina” tanto facilmente. In quel caso credo che si formerebbero nuove maggioranze per continuare l’esperimento. Questo Parlamento, infatti, vuole vivere e completare la legislatura. Detto questo, ci sono alcune componenti che oggi hanno tutto da perdere e che quindi restano in fibrillazione.

Ad esempio?

Gli ex colonnelli di An, oggi nel Pdl. Per loro un anno di governo con Gianfranco Fini significa la perdita di ogni peso e rilevanza. Stiamo parlando degli stessi “cattivi consiglieri” che convinsero Berlusconi a rompere con l’attuale leader di Futuro e Libertà e che in questa fase hanno provato a spingere il Cavaliere lontano da Monti. Come si è visto, però, già oggi non vengono più ascoltati.

Quale sarà, invece, il programma di questo nuovo esecutivo? “Lacrime e sangue” non è lo slogan giusto, secondo il futuro presidente del Consiglio.

Di certo i sacrifici per contrastare la crisi non mancheranno. Quanto il nuovo governo riuscirà a chiedere e a ottenere dipenderà però dall’abilità politica del professore. Monti oggi ha dalla sua parte il 65% degli italiani. Con lui c’è chi voleva che la stagione di Berlusconi finisse al più presto, ma anche chi, pur credendo ancora nel Cavaliere, era arrivato alla conclusione che servisse una svolta. Stiamo parlando comunque di un consenso profondo, disponibile ai sacrifici. Se il futuro premier riuscirà a muoversi con intelligenza ed equanimità nella giungla degli interessi e delle corporazioni di questo Paese il governo durerà.

Altrimenti?


  PAG. SUCC. >

COMMENTI
16/11/2011 - Un governo poivuto dal ... Quirinale (Giampietro Ferrario)

Premesso che finirà come boccalarga Bocchino ha avuto l'imp(r)udenza di anticipare, mi sorprende che Polito pensi che CGIL e PD siano destinati ad entrare in rotta di collisione. La realtà, e gli ultimi decenni lo insegnano e l'aveva argutamente detto l'Avvocato, è che certe dolorose riforme le può fare solo la sinistra. L'unica capace di dimostrare ai lavoratori, che non scenderanno in piazza, che i sacrifici vanno fatti ... Se poi ci aggiungiamo il consenso tecnocratico che spuò appoggiarsi ai media più potenti (che per la cronaca non sono gli Emili Fedi), il cerchio si chiude. Speriamo almeno che il Sig. Spread apprezzi.

 
16/11/2011 - Primavere arabe...e inverni sudeuropei ! (Mariano Belli)

"Un bipolarismo nuovo, insomma, non più giocato su chi è in grado di raggruppare il maggior numero di consensi, ma su chi è più credibile al centro e sa mettere al primo posto il bene del Paese." Ma certo, c'è proprio bisogno di questi filantropi di centristi che sono disposti pure ad immolarsi pur di fare il bene del popolo ingrato e testardo, e che si ostina a non voler essere consenziente....forse perchè proprio non vuole cedere i privilegi di cui ha goduto in tutti questi anni.... E' un incubo, spero di svegliarmi presto!

 
16/11/2011 - Commento sinteticissimo (Giuseppe Crippa)

Fine a Pd, PdL e alla guerra civile? SPERIAMO!