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GOVERNO MONTI/ 1. Ostellino: Monti, ora fai il "tecnico" e taglia lo Stato

Pubblicazione:giovedì 17 novembre 2011 - Ultimo aggiornamento:giovedì 17 novembre 2011, 17.51

La squadra di Mario Monti (Foto Ansa) La squadra di Mario Monti (Foto Ansa)


Le faccio un esempio: oggi i cittadini hanno a disposizione dei servizi scadenti, ma quando salgono su un autobus, pagando un prezzo irrisorio, sono quasi portati a pensare che lo Stato sia buono e generoso. In realtà il resto finisce nella fiscalità generale e questo ovviamente riguarda tutti, compresi quelli che l’autobus non lo usano mai.
Gliene faccio un altro: gli inglesi hanno aumentato i costi delle rette universitarie. Da noi, invece, in nome di quella finta socialità le rette sono così basse che coprono soltanto il 15% dei costi. E così quello che manca ricade sulla fiscalità generale. Sa qual è il risultato? Il manovale che non manda il figlio all’Università paga gli studi ai ricchi.

E la squadra di governo presentata ieri secondo lei ha le carte in regola per fare questa “rivoluzione”?

Sono certamente personalità di grande prestigio. E le dichiarazioni a favore della previdenza sociale contributiva del nuovo ministro del Welfare, Elsa Fornero, fanno ben sperare.

Di che si tratta?

Della soluzione più liberale. Ciascuno paga con i propri contributi la pensione che avrà, ma è libero di andarci quando vuole. Non quando decide uno Stato affamato di soldi. E’ questa, a mio avviso, la strada giusta.

Ad ogni modo, i mercati secondo lei crederanno nella svolta? 

Senza una drastica riduzione della spesa pubblica e della pressione fiscale no. Io, ad esempio, prenderei in considerazione l’ipotesi di non rinnovare i 200 miliardi di titoli di Stato italiani in scadenza. Il debito in questo modo scenderebbe da 2.000 a 1.800 miliardi e gli interessi così sarebbero minori. Per pagare gli stipendi ai dipendenti pubblici si potrebbe poi creare una società per azioni all’interno della quale inserire quella parte del demanio pubblico che può essere messa sul mercato.
 
Se poi la transizione dovesse andare a buon fine ci ritroveremmo un bipolarismo diverso, meno muscolare e più ragionevole?

Questo continuerà a dipendere dalla cultura politica del Paese. A giudicare dalle immagini delle dimissioni di Silvio Berlusconi sembra proprio che l’Italia sia ancora ferma alla guerra civile che scoppiò alla fine della Seconda guerra mondiale e che oggi sembra aver trovato il bipolarismo come metafora.
Ad ogni modo, fino a quando l’avversario politico resterà il nemico da abbattere, in Italia la democrazia liberale resterà incompiuta.
Ma chiedere anche questo a Mario Monti mi sembra francamente eccessivo…

(Carlo Melato)



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COMMENTI
19/11/2011 - Professori...... (Mauro Bianchessi)

Va bene che siete tornati di moda, non nego la vostra importantissima funzione sociale, ma a volte vi comportate proprio solo e semplicemente da professori. Avrete sicuramente una forte capacità di analisi di ciò che è stato ma quando si tratta di trovare una via nuova mostrate lacune tipiche della gente comune che non ha nessun titolo da esibire. Il giusto mezzo, grande teoria politica! A mio modesto parere è stato ciò che ha paralizzato l'Italia del dopo guerra. Non a caso infatti se togliamo il boom degli anni cinquanta e sessanta dovuto al fatto che per via di 5 anni guerra non c'era rimasto più nulla, per il resto è stata solo una rincorsa al mantenimento grazie al debito pubblico di quel benessere che si era raggiunto. Ora che i debiti vengono al pettine che si fa? Chediamolo ai professori.... perchè la voglia di lavorare l'abbiamo persa dopo gli anni 60!

 
19/11/2011 - Fare il Tecnico è facile basta Tagliare (Daniele Prof Pauletto)

Aumentare le rette Universitarie, aumentare i costi trasporti scaricando i costi su popolazione,chi può sostenerli ok,e gli altri... il pensionato al minino chi se ne frega, il cassaintegrato si arrangi basta con lo stato mamma... un figlio del ceto medio oggi in gran sofferenza triplichiamo la retta universitaria così sta a casa oppure apriamogli un prestito con le banche come negli Stati uniti così si indebita un pò... Dimezziamo le spese statali scaricandole sulla popolazione salviamo lo Stato, schiantiamo metà popolazione ... Tra liberismo da una parte che ci ha portato alla finanza creativa e alle speculazioni , e statalismo dall'altra che ci ha indebitato ci potrebbe essere una Terza Via riduzione costi dello Stato e limitazione eccessi liberismo con una sapiente mediazione... Prof Daniele Pauletto ps potrebbe candidarsi per un movimento Italian Tea Party

 
17/11/2011 - Ostellino for president..... (Mauro Bianchessi)

So che conta decisamente poco ma se mai un giorno lei decidesse di candidarsi a premier, avrà tutto il mio sostegno! Leggere ciò che lei scrive è un balsamo per la mente. PS Se proprio, credo di poter mettere sul piatto anche il voto di moglie!