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GOVERNO MONTI/ 2. Dini: Prof, se vuol durare si scordi patrimoniale e sindacati

Pubblicazione:giovedì 17 novembre 2011

Mario Monti e Lamberto Dini (Ansa) Mario Monti e Lamberto Dini (Ansa)

L’agenda del governo deve essere economica. Lo ha, del resto, ribadito il Pdl che rimane ancora il partito di maggioranza relativa e che, in Senato, assieme alla Lega, gode di un’ampia maggioranza. Tuttavia, se si trova l’intesa tra i partiti che appoggiano il governo, sarà possibile affrontare alcune riforme istituzionali.

Si riferisce a quella della riforma elettorale?

No, quella sarebbe bocciata immediatamente da Pdl e Lega. Non potrà far parte del programma di governo.

Di quali riforme parla, allora?


Occorre riproporre e realizzare, concretamente, l’abolizione delle Province. Sarà, necessario, inoltre ridurre la dimensione del Parlamento e distinguere le funzioni di Camera e Senato: si tratta di provvedimenti da sempre all’ordine del giorno, ma mai portati a termine.

Il governo Monti non rischia di inciampare proprio per la sua assenza di connotazioni politiche?


Ha bisogno di una forte maggioranza parlamentare. Può darsi che alcuni singoli provvedimenti non trovino la convergenza di tutti i partiti maggiori. Ma credo che ci sia, da parte di tutti, la volontà di fare uno sforzo per mettere al sicuro la nostra economia e, in particolare, i conti pubblici.

(Paolo Nessi)



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