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GOVERNO MONTI/ Tosoni (LAF): l’urgenza del ministro Severino? Riformare la giustizia civile

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Da anni si parla, infine, della riforma del Csm, della separazione delle carriere e dell’introduzione del principio della responsabilità per i magistrati che sbagliano. Difficile una riforma in tal senso. «Questo governo, avendo un anno e qualche mese per lavorare, dovrà concentrarsi su alcune priorità. Ciascun ministro, esclusivamente nel proprio settore. Fare un intervento importante sulla giustizia civile, già di per sé richiederebbe molto lavoro e tempi non brevi. Riformare in toto la giustizia è molto complesso, richiederebbe un consenso trasversale e la modifica della Costituzione. Credo che la riforma della parte civile sia già un obiettivo ambizioso». 



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COMMENTI
17/11/2011 - civilisti dove sono ? (claudio zengarini)

Che tale ottimo articolo sia redatto da un altrettanto ottimo penalista è però significativo del fatto che il disastro della giustizia civile non è nel cuore dei civilisti, prima che in quello dei politici o di altri soggetti per quanto autorevoli ."In Germania sebbene ogni giudice incameri ogni anno un numero di cause analogo al nostro, la durata media dei processi civili in primo grado è di pochi mesi. Le ragioni non risiedono soltanto in un processo rigorosamente orale, in motivazioni concise ed in una salda direzione del processo da parte del giudice, ma trovano origine anche nelle concrete prassi applicative e nelle soluzioni organizzative adottate in quel sistema".In breve quando da noi un processo civile è considerato documentale, in Germania è un processo orale. Questo è l'esordio di un articolo che segnalo come spunto (Appunti sul processo civile in germania. Rivista : Questione giustizia, Marco Gattuso, 2009) varrebbe la pena di leggerlo al seguente link (http://www.francoangeli.it/riviste/Scheda_rivista.aspx?IDArticolo=35969) e penso dunque che i penalisti potrebbero dare al processo civile italiano un importante contributo.

 
17/11/2011 - non intenzioni ma volontà (francesco taddei)

non è scritto da nessuna parte che per riformare un settore le parti sociali abbiano diritto di veto. però è quello che succede. la grande riforma della giustizia consisterebbe nel prendere coscienza che privilegi e doveri non possono e non devono coesistere.