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SCENARIO/ 2. Così Monti "regala" la Lega a Maroni

Cosa cambia in casa Lega Nord ora che gli ex alleati del Pdl sostengono il governo Monti e che, almeno sul fronte destro, il Carroccio rappresenta l'unica opposizione? FRANCESCO JORI

Calderoli e Maroni sui banchi della Lega alla Camera (Imagoeconomica) Calderoli e Maroni sui banchi della Lega alla Camera (Imagoeconomica)

La telefonata in via Bellerio non è ancora arrivata. Si tratta solo di decidere chi, a villa Reale di Monza, si prenderà la briga di chiamare la casa-madre della Lega per chiedere di venire a portarsi via il peraltro scarno mobilio degli uffici dei ministeri pomposamente inaugurati solo pochi mesi fa, e di fatto mai entrati in funzione.

Calderoli, per dire il vero, ha promesso fuoco e fiamme se verranno toccati; e gli dev’essere salita la pressione pure dopo aver visto che nell’elenco dei nuovi ministri non c’è neppure un modesto sottosegretario che si occupi di federalismo, almeno a giudicare dagli strilli che ha emanato a stretto giro di posta. Gli passerà, se non altro quando qualcuno gli spiegherà che il ministero alla coesione territoriale in questa fase è molto più decisivo e strategico per le autonomie locali, visto che i nuovi fondi europei si giocheranno proprio su quella materia, e che il ministro scelto da Monti è uno dei maggiori esperti del settore.

Sta di fatto che per la Lega si apre una fase assai delicata. La scelta di proporsi di fatto come unica forza all’opposizione dovrebbe valerle un vantaggio sul lato destro dello schieramento, mentre su quello sinistro il sì a denti stretti di Di Pietro a Monti lascerà campo libero ai grillini. E tuttavia la questione è più complessa. Il Carroccio nel 2006 arrivava a stento al 4 per cento, con un voto espressione pressoché unica della sua base di duri e puri. Il 10 abbondante cui era salito tra il 2008 e il 2010 era dovuto in larga misura a quote di elettorato aggiuntivo trasmigrate dal Pdl: un consenso di quel Nord produttivo che si aspettava una vera riforma dello Stato, e non solo attraverso il federalismo (fisco, burocrazia e infrastrutture rimangono i nervi scoperti della questione settentrionale), e che guardava in tal senso alla Lega come forza di governo.

Questo elettorato è rimasto sostanzialmente deluso dall’irrilevanza leghista, anzi, in troppi casi, della subalternità a Berlusconi. E di un Carroccio all’opposizione non sa che farsene.
Il rischio dunque per Bossi è di raccogliere più voti del 2006, ma assai meno del 2008-2010; e di ottenere, stando all’opposizione, una maggior visibilità non spendibile peraltro sul piano politico. Le stesse prime mosse del Senatùr valgono a uso interno del suo movimento più che a fini esterni: rifiutare di andare alle consultazioni del Quirinale opponendo la concomitanza con una riunione di partito, e rispolverare il risibile Parlamento padano dei vecchi tempi, sono gesti che  valgono quanto la farsesca apertura dei ministeri a Monza.


COMMENTI
22/11/2011 - la lega conterà comunque ma in modo diverso (Luca Battanta)

La lega,a mio parere, grazie alla "mossa" di non assegnare la fiducia al governo Monti ha fatto un atto di coerenza. E' tornata Lega di lotta,ma forse è un bene così da recuperare quella confidenza persa con i duri e puri durante la permanenza nei palazzi romani. Il partito di Bossi ha comunque ricordato che valuterà i singoli provvedimenti del governo tecnico,mostrando comunque una opposizione tutto sommato non pregiudiziale. Va ricordato che nei ministeri gestiti dalla Lega avevamo alcune eccellenze come quello occupato dall'ex ministro Maroni che ha ricevuto consensi bipartisan per esempio sulla lotta alla mafia. Va ammesso anche che nonostante tutto la Lega ha ancora un peso elettorale notevole e fino a prova contraria è ancora il terzo partito su scala nazionale,il primo partito in Veneto e il secondo in Lombardia. C'è poco da fare,a mio parere,se il pdl vuole tornare a governare a livello nazionale dovrà tornare a fare i conti con la lega:il Carroccio non è sostituibile in termini numerici con l'Udc e Fli a meno di non regalare il Nord al pd. La Lega oltretutto non ha chiuso al Pdl,Maroni,si proprio lui,quello che diceva che "l'alleanza è finita",ha anche riferito che il patto tra Lega e Pdl,per le amministrazioni locali in cui c'è un governo di coalizione tra i due partiti,continuerà. Un merito indiretto di Monti mi sembra sia aver serrato i ranghi nella Lega. La storia ha insegnato che il Pdl senza Lega non vince. L'Udc invece si piazzerebbe al centro in attesa...