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IL PALAZZO/ 1. E ora tra Monti e i partiti è "pace fredda"

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Silvio Berlusconi tra i banchi del Pdl alla Camera (Imagoeconomica)  Silvio Berlusconi tra i banchi del Pdl alla Camera (Imagoeconomica)

Per capirsi: via il ddl intercettazioni, fermo da mesi, se non anni, alla Commissione Giustizia della Camera, e via pure il processo breve, che il Senato avrebbe dovuto calendarizzare già da settimane per il voto finale, provvedimenti che stavano molto a cuore all’ex premier Berlusconi, e dentro con i temi "sociali". Il ddl cittadinanza (diverse le proposte presenti in Parlamento, la più avanzata è la Sarubbi-Granata e giace alla Camera da anni), che offre ai figli degli stranieri un percorso rapido e immediato per ottenere il passaporto italiano, per dirne uno, richiesta autorevolmente rilanciato dal Capo dello Stato l’altro giorno e che ha già ricevuto il placet di tutte le forze politiche, con l’eccezione della Lega e di parte non piccola del Pdl.

Via libera anche, forse, ad alcune proposte che costituiscono il core business dell’Intergruppo per la Sussidiarietà, dalla stabilizzazione del 5 x mille (ddl a prima firma dell’on. Gabriele Toccafondi) al lavoro in carcere per i detenuti e ad altre proposte, come quella per far rientrare i giovani talenti dall’estero (Alessia Mosca), per non parlare dello Statuto delle Imprese già "portato a casa", di fatto, da Raffaello Vignali (Pdl).
Del resto, è stato proprio all’interno dell’Intergruppo per la Sussidiarietà che leader politici come Enrico Letta e Maurizio Lupi, ma anche come Bersani e Alfano, hanno stretto amicizia e rapporti. Ecco, potrebbe – anzi, forse: dovrebbe – essere questo il metodo giusto.



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