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IL PALAZZO/ 2. Il caso Fassina "battezza" la spaccatura del Pd di Bersani

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Una  giovane leva di “rito” dalemiano. Tuttavia, Fassina esprime, seppur in maniera radicale, posizioni assunte da quel vasto mondo che, oltre a D’Alema, comprende anche Bersani; e che non ritiene accettabile la trasformazione del Pd in senso liberale, ma vuole conservarne, seppur rinnovati, i connotati socialdemocratici, continuando a definirsi, pertanto, “di sinistra”.

Che fine hanno fatto le vecchie correnti interne?

I protagonisti stanno cambiando, e stiamo assistendo ad un rimescolamento di forze. Enrico Letta, ad esempio, faceva parte della maggioranza che ha eletto Bersani ma oggi sembra decisamente più vicino alla posizione dei liberal. Siamo di fronte, quindi, alla ridefinizione degli schieramenti interni che avviene non più come rivalità tra due leader ma come contrasto tra diversi contenuti e visioni strategiche.

E i Popolari-Ex Margherita?

Un parta dei popolari sta guardando con grande attenzione al centro (Beppe Fioroni ed Enzo Bianco, per citarne alcuni), mentre un’altra, di cui fa parte, ad esempio, Rosy Bindi, escludono qualsivoglia spostamento a destra dell’asse del partito.

Che ruolo ha, in tutto ciò Bersani?



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