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IL PALAZZO/ 2. Il caso Fassina "battezza" la spaccatura del Pd di Bersani

Pubblicazione:giovedì 24 novembre 2011

Foto Ansa Foto Ansa

Bersani, in questo momento, rappresenta il punto di equilibrio del partito. Ha esplicitamente dichiarato di voler appoggiare lealmente il governo tecnico ma, al contempo, non vuol perdere il rapporto con il mondo sindacale e la sinistra.

E’ tra incudine e martello…

Diciamo che su di lui gravano due imperativi categorici, che lo collocano tra due fuochi: non può apparire come il sabotare del governo Monti; e non può incrinare il suo rapporto con le componenti di sinistra, non solo del partito, ma anche della società. 

E, se in questo, dovesse fallire?

Questo, in gran parte, dipenderà dalle capacità di Mario Monti, che avrà il suo bel da fare nell’imporre sacrifici ma, al tempo stesso, mantenere l’impegno sull’equità. Se manterrà un tale impegno, i contrasti con la sinistra ci saranno ma non saranno deflagranti. Lo stesso varrà per Bersani. Se, invece, alla fase “lacrime e sangue” non dovesse succedere quella redistributiva, i conflitti con la sinistra deflagreranno e Bersani, per non uscirne sconfitto, dovrà dimostrare la forza effettiva della sua leadership. 

 

(Paolo Nessi)



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