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J'ACCUSE/ Zanon (Csm): Napolitano ha ragione, i pm facciano un passo indietro

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Il Csm applica le norme di legge e, in particolare, la Sezione disciplinare applica le norme del decreto legislativo sugli illeciti disciplinari; la Quarta commissione e, successivamente, il Plenum del Cms, effettuano considerazioni periodiche relative alla professionalità dei magistrati che consentono di non lasciare la carriera in preda agli automatismi. Tali valutazioni tengono conto anche dei comportamenti pubblici assunti nel corso della carriera. Detto ciò, trovo difficile che il Cms identifichi le norme di un codice deontologico. Questo è compito delle associazioni dei magistrati.

Napolitano ha ribadito la necessità di promuovere un «confronto costruttivo» tra i magistrati e «i soggetti istituzionali competenti». Anche lui si rende conto del complicato rapporto tra politica e magistratura?

Il capo dello Stato ha costantemente richiamato tutti gli attori istituzionali ad una leale collaborazione, ciascuno secondo le proprie competenze. Purtroppo ci sono stati, in passato, momenti di forte tensione alimentati dalla politica e, talvolta, dalla magistratura. L’auspicio è che, tanto più in momenti di difficoltà come questi, le tensioni possano essere messe da parte e possa nascere uno spirito di collaborazione tra i due attori in gioco.

Crede che la natura tecnica del governo Monti possa favorire un clima migliore?

Il ministro “tecnico” (per quanto credo che tutti i governi, in sostanza, abbiano natura politica) non è mai stato coinvolto in questo genere di contrasti; l’esecutivo, inoltre, gode attualmente di un’ampissima maggioranza: ci sono le premesse, quindi, per prendere alcune decisioni senza il timore di incorrere in condizionamenti politici.

Quali decisioni? 


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