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J'ACCUSE/ Zanon (Csm): Napolitano ha ragione, i pm facciano un passo indietro

Pubblicazione:venerdì 25 novembre 2011

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

L’agenda è molto complessa. Ma, anzitutto, si dovrebbe dare attuazione – con un decreto legislativo - alla delega sulla riforma delle circoscrizioni giudiziarie; questo comporterebbe, ad esempio, l’abolizione dei tribunali di piccole dimensioni, spesso inefficienti. Sarebbe, inoltre, necessario contribuire a far partire effettivamente la scuola della magistratura cogestita dal Csm e dal ministero della Giustizia. Tra le priorità di questo governo, inoltre, ci saranno, di certo, misure relative all’efficienza, alla migliore organizzazione delle risorse e alla razionalizzazione della spesa.

Si parla da tempo della necessità di rendere effettiva la responsabilità civile dei magistrati. Qual è la sua opinione in merito?

Occorrerebbe modificare la legge ordinaria adeguandola ai principi espressi chiaramente dalla Corte di Giustizia dell’Unione europea che, in alcune sentenze, ha stabilito che la nostra legislazione vigente in materia non è compatibile con il diritto comunitario. Perché, di fatto, impedisce di affermare concretamente la responsabilità civile laddove sarebbe opportuno che venisse contemplata. La esclude, infatti, nei casi di interpretazione del diritto e di valutazione del fatto e delle prove; ora, dal momento che l’essenza dell’attività giudiziaria consiste proprio nell’interpretazione del diritto e nella valutazione del fatto e delle prove, se per principio questi aspetti sono esclusi dalla responsabilità civile, quest’ultima difficilmente potrà esser fatta valere.  

Il governo, concretamente, cosa potrebbe fare?

Bisognerebbe agire, con misure molto mirate, sulle clausole della legislazione italiana in materia, la Legge Vassalli, per adeguarsi agli orientamenti della Corte di Giustizia europea. Un’operazione che andrebbe effettuata garantendo, tuttavia, l’indipendenza del magistrato. Per cui, ad esempio, credo che lo “schermo” della responsabilità dello Stato, che si fa carico di quella del magistrato, vada mantenuto. Come, del resto, accade in numerosi Paesi europei equiparabili all’Italia. In un passaggio successivo non escluderei l’ipotesi di rivalsa dello Stato sul magistrato.

Un altro cavallo di battaglia del governo precedente è quello della separazione delle carriere.


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