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SCENARIO/ Mauro (Pdl): caro Monti, rompi l'asse Merkel-Sarkozy

MARIO MAURO ha chiesto a Monti di fare tutto il possibile per mettere fine ad un approccio intergovernativo, quello Merkel-Sarkozy, dannoso per il nostro paese e per l’Europa intera

Mario Monti, presidente del Consiglio (Imagoeconomica) Mario Monti, presidente del Consiglio (Imagoeconomica)

Mario Monti è la safety car della politica italiana. È cioè quel fattore che può consentire alla politica italiana di ripensare contenuti e forme del suo contributo al cambiamento e al benessere del paese. Tutto questo tenuto conto che nelle ultime due legislature, quella che ha portato alla caduta del governo Prodi e quella che ha portato alla caduta del governo Berlusconi, i partiti e i leader si sono comportati come quei piloti che per vincere ad ogni costo mettono a rischio la sicurezza della corsa e generano incidenti rocamboleschi.

In questo senso, esattamente come quando si è obbligati ad allinearsi dietro alla safety car, ben poco contano le performance ottenute nelle prove di qualificazione, che equivalgono nel nostro caso alla messa a punto di programmi mirabolanti e ancora meno conta cosa si è fatto nella prima parte della gara (leggi quindi elezioni e avvio delle attività di legislatura in cui si è riassorbiti dagli assilli legati alla gestione del consenso). Tornerà a vincere chi saprà sfruttare la scia della safety car comportandosi cioè non come un manager del consenso, ma come un vero leader, che abbia la forza e la caparbietà di ancorare ai sacrifici che il governo Monti è chiamato a richiedere, immagini e prospettive di riforme di medio termine che rappresentino per i cittadini elettori l’orizzonte di senso di questi sacrifici.

Non so se il professor Monti possa o voglia riconoscersi nell’immagine della safety car, ma mi piace evocarla perché ritengo che il suo impiego sia non contro la politica, ma al contrario sia un’opportunità per consentire alla politica italiana di sganciarsi dalla logica dello scontro fine a sé stesso per rientrare nei binari della competizione. Competizione: da “cum-petere”, parola latina che significa cercare insieme la soluzione migliore. L’esatto contrario di quanto dimostrato fino ad oggi, sintetizzato da queste dichiarazioni di Antonio Di Pietro contro Gianni Letta: “In questo momento per noi il Paese è un corpo senza testa. Sostenere il governo di una persona perbene e competente come Monti è essenziale... Però deve esserci la più netta discontinuità con il passato. Quindi se c’è dentro Gianni Letta, votare quel governo è votare Berlusconi. E noi non possiamo starci”. 


COMMENTI
25/11/2011 - Lo stallo della fiscalità comunitaria (Andrea Trombetta)

"Da quando è in vigore il Trattato di Lisbona senza di noi si può fare veramente poco". Caro Mario, la questione mi pare piuttosto quello che il Parlamento può fare. Cosa può fare in questo momento l'organismo sovrano nel quale lavori e da tempo egregiamente rappresenti gli Italiani? Ieri Monti ha detto chiaramente che la modifica del ruolo della BCE e gli Eurobonds non sono strumenti risolutivi, finché non si attui finalmente un'unione della fiscalità comunitaria. Si deve passare da lì. Perché aspettare, allora? Promuovete questa integrazione, fatevi promotori di questa unificazione, trascurata dall'unificazione monetaria e oggi emersa con la brutalità propria delle tensioni dei mercati. Caro Mario, fatevi sentire: siete voi la voce del Popolo Europeo! Buon lavoro.