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Politica

SPREAD E BORSE/ Gentili: ecco perché non era colpa di Berlusconi

Mario Monti al Senato (Ansa)Mario Monti al Senato (Ansa)

Volevano un'Europa ben più strutturata e più unita. Insomma l'Europa senza un'unità politica, quando si entra in un momento di difficoltà come questo, si rivela in tutta la sua fragilità. Che poi gli italiani, compreso il governo Berlusconi, ci abbiano messo del loro a complicare la situazione, è vero. Ma certamente il problema che si svela oggi in tutta la sua ampiezza è molto più vasto e più grande. È evidente che mettere tutto sul conto del governo di Berlusconi non ha senso di fronte a una crisi come questa.
Io continuo a ricordare l'ultima sentenza della Corte Costituzionale Tedesca, quella di settembre, dove poi la decisione dei giudici rinvia le decisioni finali e operative al Parlamento tedesco. Ora non si può non vedere in questo una assegnazione di piena sovranità alla Germania e di sovranità un po' più limitata ad altri Paesi.

Veniamo a questo governo, che secondo alcuni ha già un'immagine appannata. Forse questo è un giudizio prematuro, forse rivela solo speranze senza senso di fronte all'ampiezza e alla durezza della crisi. Ma non c'è dubbio che il compito del nuovo governo presieduto da Mario Monti sembra avere le sue prime difficoltà. Questo ritardo sulla nomina dei sottosegretari sembra piuttosto macchinoso.

Il governo Monti è un governo di impegno nazionale, come lo stesso presidente del Consiglio ha affermato. E si regge su un appoggio dei partiti e su una maggioranza parlamentare senza precedenti. Non si può definire esattamente un governo di emergenza, ma è nato per un'emergenza. L'attuale premier deve affrontare la situazione in tempi brevi e senza attardarsi in ritualità anacronistiche. Faccia i suoi viceministri e i suoi sottosegretari. Non stiamo a pensare a riunioni che sono avvenute nella notte tra segretari di partito che altri non conoscevano e via dicendo, se no si va a scomodare la cosiddetta Prima repubblica. Non è questo il momento di perdere tempo con queste storie.

Il problema politico sembra che non riguardi solo i cosiddetti “paesi periferici”.

È vero anche questo. C'è un problema di classe politica a livello più generale. I leader europei di oggi non sono neppure paragonabili a quelli che venivano chiamati i “padri fondatori”. Non c'è dubbio che le stesse mosse di Nicolas Sarkozy e di Angela Merkel siano più dettate da problemi elettorali interni ai loro Paesi piuttosto che da uno spirito europeistico.
L'impressione che danno non è paragonbaile neppure all'impegno europeistico di un Jacques Delors. Noi ci troviamo in un'Europa che va a tre o quattro velocità diverse. Si continua a discutere e questa realtà non la affronta nessuno con la necessaria fermezza. Alla fine, credo che, se sia esatta la previsione di alcuni che puntano o alla caduta dell'Eurozona, oppure a un euro a doppia marcia, la stessa durezza delle signora Merkel sul problema degli eurobond, sul ruolo della Bce si ritorcerà anche sulla Germania stessa. E sarà il fallimento dell'intera clase politica europea.

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COMMENTI
26/11/2011 - tabula rasa.... (Mauro Bianchessi)

Per far fuori il fascismo e il nazismo si è dovuto combattere una guerra mondiale che ha fatto tabula rasa di tutto ciò che esiteva prima. L'umanità odierna vive in uno stato di grazia e conoscenza tale che ritengo poco probabile il ricorso ad armi di distruzione di massa per far fuori il sistema di oligarchie e tecnocrazie che governano gli attuali stati mondiali. Bisognerebbe dare carta bianca ad un gruppo di hacker capaci di mettere a punto un programma di distruzione di tutte le banche d'affari, hedge fund e similari. Si abolirebbe così tutto ciò che che non ha a che fare con quell'economia reale in cui gli uomini si scambiano beni e servizi di cui hanno effettivamente bisogno. Molto probabilmente il 99% della popolazione mondiale vive a prescindere delle diavolerie finanziarie che siamo stati capaci di inventare negli ultimi 20 anni di storia dell'umanità. Togliamo di mezzo quel 1% e ricominciamo da capo!

 
26/11/2011 - previsione che si autoavvera (francesco scifo)

La notizia che alcune importanti istituzioni finanziarie internazionali ipotizzino la disintegrazione dell'area euro è un bel problema. Esiste infatti tra le dinamiche economiche la previsione che si autoavvera: se nei rapporti delle banche internazionali si comincia a credere alla possibilità della fine dell'euro, tutti inizieranno a comportarsi come se queto fatto fosse già in atto e, di conseguenza, contribuiranno a causare l'evento previsto. Forse anche noi dovremmo pianificare l'uscita dal sistema monetario subito, prima che crolli, finchè possiamo utilizzare il vecchio tasso di cambio 1936,27 lire per euro: allacciamo le cinture di sicurezza prima dell'urto.

 
26/11/2011 - le responsabilità (Alberto Pennati)

E' il caso di cominciare a dare delle responsabilità a chi ha concorso a determinare questa situazione: 1) l'opposizione al Governo Berlusconi (i vari Fini, Bersani, Casini, Di Pietro) che sono stati capaci solamente di demonizzare il nemico (non l'avversario) e di chiederne le dimissioni ogni giorno, non esitando ad utilizzare l'arma giudiziaria dei vari pm, salvo poi "scoprire" che anche loro sono interessati nelle varie porcherie (vedi Penati e Casini); 2) il presidente della Repubblica che, incurante della situazione, ha prima nominato senatore a vita Monti (così gli ha assicurato una "parcella" perpetua), dopo aver architettato il tutto con Berlusconi ancora Presidente, e facendo politica attiva quando non è previsto dalla Costituzione (vedi cittadinanza agli immigrati); 3) Monti stesso che a parte i paroloni, non solo non ha ancora detto cosa concretamente intende fare a tutti noi, ma è andato ad informare i "badanti" Merkel e Sarkozy che hanno anche loro certi problemi (è dei giorni scorsi il "fallimento" dell'asta dei Bund, che da qualche mese a questa parte sono diventati i "fari" illuminanti....). Quando questi signori pagheranno - politicamente - per queste responsabilità?