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SPREAD E BORSE/ Gentili: ecco perché non era colpa di Berlusconi

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Mario Monti al Senato (Ansa)  Mario Monti al Senato (Ansa)

Guido Gentili, editorialista de Il Sole 24 Ore, analista economico e finanziario, ma anche acuto conoscitore di cose politiche, non nasconde la sua preoccupazione di fronte all'andamento dei mercati e soprattutto alla pressione sui debiti sovrani. Infatti sembra quasi, in alcuni momenti della giornata, quando si osservano gli indici delle Borse, di vedere un autentico avvitamento della situazione, un aggravamento graduale che pare senza soluzione. Nonostante gli avvertimenti, le conferenze stampa europee a più voci, i cambiamenti di governo di alcuni Stati membri della Comunità europea che sono avvenuti e quelli che si attendono per imminenti consultazioni elettorali. È un momento di euroscetticismo diffuso, motivato talvolta da un'Europa che sembra senz'anima e che quasi si lascia andare alla deriva.

Scusi Gentili, lo spread oggi è ancora sopra i 500 punti, il Ftse Mib di piazza Affari viaggia sui 13.600 punti, anche perché nel pomeriggio la Borsa ha recuperato qualche cosa. Tutto questo significa che siamo in una situazione di allarme rosso. Tutti i segni di un aggravamento di questa crisi ci sono. Che ne pensa?

L'aggravamento della crisi si può dire che sia palmare, non solamente visibile. Noi ci siamo soffermati ad analizzare in questi ultimi mesi il differenziale tra il Bund e il Bpt decennale e su questo spread già avevamo tratto delle conseguenze e delle previsioni negative. Il fatto che ci sia stata un'impennata dello spread sui titoli di Stato a breve periodo, che arrivano a un rendimento dell'8 per cento per il biennale, è un aggravamento inquietante.

Che cosa significa tutto questo?

Che le nostre banche sono in reale difficoltà nell'elargire credito alle imprese e alle famiglie. C'è stato un impensabile sforamento dei tassi a breve. Il credito diventa inevitabilmente problematico, difficile e a costi a volte insostenibili per molte aziende. Si possono anche fare conti rapidi. Se la situazione va avanti in questo modo non è impossibile che si arrivi a un blocco di tutto il mercato del credito. Per l'Italia si presenta quindi un duplice problema: un aggravamento degli interessi sul debito pubblico e un blocco del credito per l'economia reale.

Non si vuole rimpiangere nulla e nessuno. Ma a questo punto bisognerà pur dire che il governo Berlusconi non era il problema principale della situazione di crisi che vive l'Italia e l'Europa.

Sta venendo fuori quello che molte “voci inascoltate” hanno detto in questi anni sull'attuale costruzione europea. Sulla costruzione di un'Europa monetaria, che poi non ha politiche economiche comuni, fiscalità comuni e via dicendo. Quando queste “voci inascoltate” venivano prese anni fa come degli euroscettici, come persone che avevano pregiudizi, probabilmente sbagliavamo un po' tutti. Oggi è necessario dirlo: queste “voci” non erano relegabili nella categoria degli euroscettici tout court.

Cosa intende dire?


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COMMENTI
26/11/2011 - tabula rasa.... (Mauro Bianchessi)

Per far fuori il fascismo e il nazismo si è dovuto combattere una guerra mondiale che ha fatto tabula rasa di tutto ciò che esiteva prima. L'umanità odierna vive in uno stato di grazia e conoscenza tale che ritengo poco probabile il ricorso ad armi di distruzione di massa per far fuori il sistema di oligarchie e tecnocrazie che governano gli attuali stati mondiali. Bisognerebbe dare carta bianca ad un gruppo di hacker capaci di mettere a punto un programma di distruzione di tutte le banche d'affari, hedge fund e similari. Si abolirebbe così tutto ciò che che non ha a che fare con quell'economia reale in cui gli uomini si scambiano beni e servizi di cui hanno effettivamente bisogno. Molto probabilmente il 99% della popolazione mondiale vive a prescindere delle diavolerie finanziarie che siamo stati capaci di inventare negli ultimi 20 anni di storia dell'umanità. Togliamo di mezzo quel 1% e ricominciamo da capo!

 
26/11/2011 - previsione che si autoavvera (francesco scifo)

La notizia che alcune importanti istituzioni finanziarie internazionali ipotizzino la disintegrazione dell'area euro è un bel problema. Esiste infatti tra le dinamiche economiche la previsione che si autoavvera: se nei rapporti delle banche internazionali si comincia a credere alla possibilità della fine dell'euro, tutti inizieranno a comportarsi come se queto fatto fosse già in atto e, di conseguenza, contribuiranno a causare l'evento previsto. Forse anche noi dovremmo pianificare l'uscita dal sistema monetario subito, prima che crolli, finchè possiamo utilizzare il vecchio tasso di cambio 1936,27 lire per euro: allacciamo le cinture di sicurezza prima dell'urto.

 
26/11/2011 - le responsabilità (Alberto Pennati)

E' il caso di cominciare a dare delle responsabilità a chi ha concorso a determinare questa situazione: 1) l'opposizione al Governo Berlusconi (i vari Fini, Bersani, Casini, Di Pietro) che sono stati capaci solamente di demonizzare il nemico (non l'avversario) e di chiederne le dimissioni ogni giorno, non esitando ad utilizzare l'arma giudiziaria dei vari pm, salvo poi "scoprire" che anche loro sono interessati nelle varie porcherie (vedi Penati e Casini); 2) il presidente della Repubblica che, incurante della situazione, ha prima nominato senatore a vita Monti (così gli ha assicurato una "parcella" perpetua), dopo aver architettato il tutto con Berlusconi ancora Presidente, e facendo politica attiva quando non è previsto dalla Costituzione (vedi cittadinanza agli immigrati); 3) Monti stesso che a parte i paroloni, non solo non ha ancora detto cosa concretamente intende fare a tutti noi, ma è andato ad informare i "badanti" Merkel e Sarkozy che hanno anche loro certi problemi (è dei giorni scorsi il "fallimento" dell'asta dei Bund, che da qualche mese a questa parte sono diventati i "fari" illuminanti....). Quando questi signori pagheranno - politicamente - per queste responsabilità?