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Politica

PENSIONI/ Le ipotesi al vaglio del Governo, subito la riforma previdenziale e l'Ici

Il 5 dicembre il Consiglio dei Ministri sugli interventi anti crisi. Al vaglio l'aumento ell'età pensionabile, il ritorno dell'Ici sulla prima casa e una patrimoniale sugli immobili

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Stretta pensionistica, ritorno dell'Ici, patrimoniale sugli immobili: alcuni dei punti che verranno discussi il prossimo lunedì 5 dicembre al Consiglio dei ministri. Monti infatti attende la riunione dell'Eurogruppo-Ecofin del 29 e 30 novembre per poi lanciare quella che dovrebbe essere solo la prima parte degli interventi anti crisi finanziaria. Interventi pesanti già dalle prime indiscrezioni: stretta sulle pensioni con aumento dell'età pensionabile; il ritorno dell'Ici sulla prima casa, provvedimento che dovrebbe fruttare 5 miliardi di euro che andranno in parte allo Stato e in parte ai comuni. E ancora: una patrimoniale sugli immobili che probabilmente avrà durata solo temporanea; sblocco delle opere pubbliche già in cantiere. Questi interventi sarebbero stati già messi a punto in una riunione del capo del governo con i ministri economici, Giarda, Passera, Fornero e Moavero. Una manovra in tutto da 13 o 15 miliardi di euro sospesa in attesa della riunione Ecofin che dovrebbe darne un parere. Per quanto riguarda l'imposta sulla prima casa cancellata dal governo Berlusconi, essa verrà unita all'Imu federale in quella che qualcuno già definisce una Super Imu con aumento delle reddite catastali. Ciò farebbe lievitare per quattro quello che oggi è il livello di imposta. Sembra non sia stato preso in ipotesi il correttivo proporzionale in base al reddito, cosa che avrebbe fatto pesare di meno l'imposta sulle persone meno abbienti. La patrimoniale sugli immobili dovrebbe essere a tempo limitato e andrà a colpire i patrimoni sopra il milione di euro. Il motivo invece per la rinuncia al una patrimoniale finanziaria è dettato dalla convinzione del governo che i grandi capitali e gli evasori riuscirebbero comunque a sottrarsi ad essa. Ci sarebbe un guadagno minimo in termini di entrate e più svantaggi che vantaggi. Per quanto riguarda le pensioni, dal prossimo anno entrerebbe in vigore l'età dei 63 anni. E quindi il contributo pro rata a partire dal 2012: chi nel 1995 aveva già 18 anni di contributi viene incluso nel conteggio. Per il 2012 dovrebbe partire anche l'aumento automatico di tre mesi ogni tre anni dell'età della vecchiaia calcolata sulla cosiddetta speranza di vita dell'Istat.