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Politica

IL PALAZZO/ Quella "profezia" di Napolitano che dà una spinta a Monti

Giorgio Napolitano al Meeting di Rimini (Foto Ansa)Giorgio Napolitano al Meeting di Rimini (Foto Ansa)

No, nessun rimpianto per un Parlamento ridotto com’era a mera protesi dello schema militare imposto da maggioranza e opposizione, con i parlamentari ridotti a essere un numero e con Tremonti a negare copertura finanziaria a ogni proposta che fosse stata partorita liberamente dalle Camere. Ora invece, senza più il ricatto dei capipartito che dovranno ricandidarli, gli uomini di buona volontà potranno tornare a farsi sentire in Parlamento, in una gara sperabilmente costruttiva. In una sorta di resipiscenza collettiva a un passo dal baratro. Sperando di essere ancora in tempo.

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COMMENTI
29/11/2011 - lucido giudizio (Marco Claudio Di Buono)

quello espresso dal Suo articolo. Il Presidente Napolitano ha dimostrato tutta la sua levatura morale e ha traghettato il paese e le istituzioni in un momento non facile. La crisi finanziaria ed economica, oltre che morale e umana, non è colpa di questo o quel paese o politico di turno, siamo tutti in parte responsabili, chi ha compiti istituzionali di più. La politica ha fallito a livello Europeo perché un'Europa solo monetaria, senza istituzioni politiche forti, con poteri reali, non basta più. Gli Stati devono decidere che futuro vogliono per loro e per i loro cittadini. C'è un di meno di democrazia, c'è un'erosione del potere dei singoli stati, ma è il prezzo da pagare per creare un'unità maggiore. L'Italia è uno dei paesi fondatori, non può rimanere indietro, non può uscire dall'euro. Certo, l'unione monetaria ha portato conseguenze negative, l'Euro ci ha impoveriti, ha ridotto le nostre esportazioni incidendo anche sulla recessione. Dobbiamo però ripartire dalle cose che abbiamo: una storia, una cultura e un patrimonio. Rimettiamo al centro l'uomo, la famiglia, le imprese e tutte le formazioni sociali che hanno fatto grande questo paese. Rimbocchiamoci le maniche e lavoriamo tutti insieme.