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Politica

SCENARIO/ Monti, sedotto e "abbandonato" dai partiti

Al termine di un cdm lampo di 15 minuti, è stata resa nota la lista dei sottosegretari che completa la squadra del governo Monti. Dei partiti nessuna traccia. L'analisi di PAOLO FRANCHI

Mario Monti (Imagoeconomica)Mario Monti (Imagoeconomica)

Paolo Franchi non è solo un bravo giornalista, ma anche uno dei più acuti osservatori delle cose politiche italiane. Ha una grande scuola alle spalle, che gli permette di sollecitare il suo fiuto politico. E, di fronte alla sfilata di questi nuovi sottosegretari nominati dal Governo Monti, cerca di ragionare e di trarre delle conclusioni ragionevoli.

Scusi Franchi, ma lei che cosa ne pensa di questi nomi che compongono, tra un nuovo ministro e i sottosegretari, il Governo di impegno nazionale di Mario Monti?

Mi sia concessa qualche perplessità. Prendo atto che il nuovo ministro alla Funzione pubblica è Filippo Patroni Griffi. Prendo atto che il viceministro all'Economia è un uomo di Banca Italia, Vittorio Grilli. In questo caso si è evitato, a quanto mi dicono, un altro uomo di "casa Intesa San Paolo".
Anche gli altri nomi devono essere di prim'ordine per quanto riguarda competenze, curriculum, professionalità. Ma esprimere un giudizio su questa compagine mi risulta difficile.

Perché allora qualche perplessità?

Sto ragionando sulla formazione del governo Monti. Cerco di comprendere. Quando è nato questo governo, Monti stesso sembrava orientato (anzi a mio parere lo voleva) a una sorta di "direttorio" interno al suo governo. Un tavolo di comando nel quale, seppur con incarichi diversi, ci fossero i rappresentanti dei partiti che in Parlamento sostengono il nuovo esecutivo. Credo che Monti sia rimasto un poco deluso, ma poi sia andato avanti per la sua strada.

E adesso?

Adesso credo che un pensiero a una rappresentanza politica, o quanto meno parlamentare, Monti l'abbia fatta ancora. Ci sono consuetudini parlamentari, conoscenze, modi di muoversi, commissioni da presiedere. Insomma il Parlamento non è un luogo che si conosce immediatamente e una certa esperienza serve.
Tanto è vero che, a un certo punto si è parlato pure di D'Onofrio, se non ricordo male. Invece anche questo secondo tipo di “copertura politica” non c'è stata.

Secondo lei, per quale ragione i partiti non sono minimamente rappresentati? Vien da chiedersi se siano più deboli o più forti.

Questa è una bella domanda! Io credo che abbiano scelto di autoescludersi. Ma così facendo dimostrano tutte le loro contraddizioni e le loro paure. Anzi, sottolineano in modo ancora più lampante che la situazione è davvero grave. Le misure che dovrà prendere questo governo non saranno semplici.
Stando dentro i partiti andrebbero incontro a problemi con il loro elettorato. Stando fuori, possono digrignare i denti, appoggiare Monti, ma perdere ugualmente dei "pezzi".

Lei mi sta dicendo che una classe politica, quella della Seconda repubblica è arrivata al capolinea, creando una sorta di anomalia, con la politica che ammaina la bandiera?