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SCENARIO/ Così Napolitano apre alla crisi ma non a Monti

Pubblicazione:giovedì 3 novembre 2011 - Ultimo aggiornamento:giovedì 3 novembre 2011, 12.00

Giorgio Napolitano (Foto Imagoeconomica) Giorgio Napolitano (Foto Imagoeconomica)

L'atteso Consiglio dei ministri straordinario di ieri sera si è concluso con l'approvazione di un maxi emendamento al disegno di legge di stabilità, che dovrebbe tradurre in pratica gli impegni assunti dal premier Berlusconi nella sua lettera d'intenti all'Unione europea. Restano da chiarire numerosi dettagli sui contenuti. Non ci sarà comunque, com'era stato anticipato, nessuna patrimoniale, né alcun prelievo forzoso dai conti correnti.
Ad ogni modo, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che in questi giorni aveva rivolto un appello affinché fossero prese decisioni tempestive e condivise, riprenderà oggi il giro di consultazioni informali per verificare a quali condizioni questa convergenza si potrà verificare. Ieri è stato il giorno dei leader dell'opposizione. Oggi invece toccherà ai segretari di Pdl e Lega. «Allo stato attuale servirebbero delle decisioni molto forti e nette per rassicurare i mercati - dice Massimo Franco a IlSussidiario.net -. I timori restano però quelli della vigilia: probabilmente questo non accadrà».

Per quale motivo?

Il quadro è estremamente complicato. Bisogna conciliare, infatti, le promesse fatte in sede europea con il contrasto netto della Lega sul tema delle pensioni. Dopodiché occorre superare tutta quella serie di ostacoli nebulosi che saltano sempre fuori quando si tratta di passare all’azione. Insomma, la sensazione è che le decisioni prese, potrebbero non bastare.

Come va letto invece il lavoro che sta svolgendo Napolitano? È vero che è ormai pronto un governo di soli tecnici, probabilmente guidato da Monti, che potrebbe sostituire l'attuale governo un secondo dopo la sua eventuale caduta?

Per certi versi ci sarebbe da augurarselo. Ho l’impressione però che Berlusconi non voglia assolutamente dimettersi. Per cui, in realtà, una soluzione di questo tipo si potrebbe verificare soltanto se la crisi nascesse all’interno del centrodestra.
In caso contrario, qualunque altro piano dovrà continuare a fare i conti con la resistenza del Presidente del Consiglio che, a questo punto, sta diventando, oltre che disperata, anche autolesionistica e pericolosa per il Paese.

Anche a livello parlamentare, ieri si sono registrate nuove defezioni nella maggioranza e anche qualche inedita presa di distanze?


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COMMENTI
03/11/2011 - Berlusconi durerà (Luca Battanta)

E se Berlusconi dovesse durare? Lo hanno già dato per spacciato il 6 aprile il 14 dicembre....e ne è uscito sempre. Io gli darei speranza anche questa volta. In fondo nella lettera di intenti al'UE vi sono descritte tante proposte interessanti per tagliare la spesa pubblica e regolare il mercato del lavoro a partire dalla stretta sulle partite iva per lavoratori dipendenti alla mobilità obbligatoria per i dipendenti pubblici. E poi l'alternativa qual'è una patrimoniale quasi certa del centrosinistra per poi tornare a spendere e non tagliare mai spesa e privilegi.Non mi pare uno scenario migliore di quello dell'attuale governo.