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DOPO TODI/ Monti e quell'armistizio che unisce i partiti e allontana i cattolici

Il presidente della Cei card. Angelo Bagnasco (Imagoeconomica) Il presidente della Cei card. Angelo Bagnasco (Imagoeconomica)

Invece di cogliere gli elementi unitivi, che a Todi sono stati messi in evidenza con grande chiarezza, facendo leva sulle nostre comune radici, ci si ostina a marcare una serie di distinguo che danno atto della impossibilità di rilanciare una collaborazione serena e costruttiva. Eppure proprio a Todi si è detto fino a che punto i valori della nostra cultura e della tradizione vadano tenuti insieme, senza separare la sensibilità per le questioni sociali dal senso di responsabilità per i temi antropologici. Solo partendo da questa rinnovata unità è possibile determinare un cambiamento nel clima politico generale, superando le tensioni permanenti e pacificando vecchi conflitti.

Il paradosso che serpeggia nell’aria è che mentre si moltiplicano gli sforzi per un’etica della responsabilità che ci veda tutti impegnati a fronteggiare la drammatica crisi economica che stiamo vivendo, restando uniti qualsiasi cosa accada, il mondo cattolico si disperda una volta di più nell’analisi delle ragioni che rendono improponibile e impraticabile un ritorno all’unità. Non è questo il momento degli astratti distinguo sul piano della speculazione filosofica. Questo è il momento delle esercitazioni pratiche in un laboratorio politico in cui domina una rinnovata volontà di reciproca collaborazione, in cui ognuno fa la sua parte senza aver paura di aprirsi alle ragioni dell’altro per offrire nel confronto le proprie motivazioni e le proprie convinzioni.

Sarebbe un peccato se da Todi la politica uscisse più unita e il mondo cattolico invece più diviso. Se le cose stessero così, il nostro maggior desiderio sarebbe quello di innescare una gigantesca inversione ad U. Ma ci auguriamo che ciò non sia necessario perché - come ha appena ricordato Benedetto XVI parlando al Pontificio Consiglio dei Laici - «A volte - ha detto il Papa - ci si è adoperati perché la presenza dei cristiani nel sociale, nella politica o nell’economia risultasse più incisiva, e forse non ci si è altrettanto preoccupati della solidità della loro fede, quasi fosse un dato acquisito una volta per tutte. In realtà i cristiani non abitano un pianeta lontano, immune dalle "malattie" del mondo, ma condividono i turbamenti, il disorientamento e le difficoltà del loro tempo…».

L’unità è un buon modo per aiutarci a superare i turbamenti del nostro tempo e assicurare solidità alla nostra fede, anche quando siamo in schieramenti politici diversi. E questo è un tempo propizio per dare alla collaborazione sul piano politico-parlamentare il calore della nostra unità.

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COMMENTI
30/11/2011 - La Politica non è una religione civile (Gabriele Rossi)

Se noi italiani non facciamo lo sforzo di liberarci da una visione della politica come se fosse una religione civile, saremo per sempre condannati a scambiare la politica con il gioco a chi è più puro. E ci sarà sempre uno più puro di te che ti eliminerà.

 
30/11/2011 - tanto tuonò... (francesco taddei)

il convegno di todi si era concluso con bonanni che chiedeva un nuovo governo. sta cominciando la fase nuova da tanti invocata. se qualcuno è scontento rifletta.