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Politica

BERLUSCONI/ Nonostante i delusi, abbiamo i numeri per governare (Video)

Berlusconi, onostante le defezioni, che ora ammette, e che si dice speranzoso possano rientrare, sostiene che ci siano i numeri per poter avere la maggioranza in Parlamento.

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Berlusconi rassicura sullo stato e la tenuta del governo. Nonostante le defezioni, che ora ammette, e che si dice speranzoso possano rientrare, sostiene che ci siano i numeri per poter continuare ad avere la maggioranza in Parlamento. Per cui, non sono necessari governi di larghe né tantomeno presidenti del Consiglio collocati alla loro guida a dispetto della volontà degli italiani. Il premier lo ha detto intervenendo telefonicamente nel corso della convention di  Azione Popolare organizzata da Silvano Moffa, nel corso della quale ha parlato anche delle misure richieste dall’Europea e contenute nel maxiemendamento alla legge di stabilità all’attenzione del Senato. Per votare la quale ha rivolto un appello e tutte le forze politiche, ricordando la necessità di onorare gli impegni assunti. In particolare, ha fatto presente che le riforme concordate a Bruxelles andranno realizzate nei tempi pattuiti, al più presto, quindi. E che, se l’opposizione farà ostruzionismo o voterà contro, agirà contro l’Italia.

Da qui l’invito a comportarsi come ad agosto, quando la manovra economia venne approvata in tempi record anche grazie alla posizione conciliante dell’opposizione. Sempre a questo proposito, ha sottolineato come chi lascerà la maggioranza, facendo venire meno i voti per poterla approvare, compirà un atto di tradimento nei confronti dell’intero paese. Il presidente del Consiglio è tornato anche sulla questione del monitoraggio degli esperti del Fondo monetario internazionale. Nei giorni scorsi, aveva fatto sapere di aver rifiutato l’offerta di aiuto dell’Fmi, preludio alla possibilità di accedere alle risorse del Fondo salva stati, tuttora in fase di progettazione. Immediata era stata la replica del direttore dell’Fmi, Christine Lagarde,che aveva smentito di aver mai rivolto all’Italia una tale offerta. Berlusconi, oggi ha fatto sapere che, in realtà le cose sono andate così: l’Italia ha chiesto all’istituzione europea di monitorare l’avanzamento delle proprie riforme. Una mossa finalizzata ad accrescere la nostra credibilità. Ma pur sempre una richiesta che, provenendo da noi, può essere ritirata in qualunque momento.