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DIMISSIONI BERLUSCONI (?)/ Cosa succede se cade il governo?

Silvio Berlusconi Silvio Berlusconi

Governo di unità nazionale: un esecutivo politico e non tecnico che comprenda i principali partiti italiani (a cominciare da Pdl, Pd e Terzo Polo) è un’ipotesi suggestiva, ma di difficile realizzazione.
Dopo anni di bipolarismo senza esclusione di colpi si passerebbe perciò al confronto e alla collaborazione. L’assenza di Berlusconi, che ha polarizzato gli ultimi 17 della lotta politica italiana, potrebbe però non bastare.
Elezioni anticipate: Se le consultazioni del Capo dello Stato dovessero registrare la mancata disponibilità delle forze politiche a convergere su una delle ipotesi prima prese in esame non ci sarebbero alternative al voto.
Siamo però in novembre e non ci sono i tempi tecnici per votare prima di fine gennaio. Una circostanza comunque inusuale. Ecco perché, in caso di ricorso alle urne, resta più accreditata l’ipotesi di un voto in primavera. Un’ipotesi vista con favore dal Pdl, che la ritiene l’unica alternativa possibile rispetto all’attuale esecutivo. Anche il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, non ha mai nascosto il suo desiderio di tornare alle urne il più presto possibile. In questo modo, infatti, il referendum anti-Porcellum verrebbe disinnescato e il segretario del Carroccio potrebbe risolvere le divisioni interne con gli ampi poteri che l’attuale legge elettorale gli offre, in sede di compilazione delle liste.
Più sfumate le opinioni dell’opposizione sull’argomento. Questa di certo non è la via preferita da Casini e da tutto il Terzo Polo, soprattutto con questa legge elettorale. Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, invece, forte dei sondaggi favorevoli, partirebbe favorito nella corsa alla leadership del centrosinistra e alla premiership. 

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